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Formazione

L’intelligenza emotiva, alleata nel mondo del lavoro

Sai che non esiste un solo tipo di intelligenza? Se non lo sai, corri ai ripari: perché ognuno di noi ne ne ha ben 11. Una di quelle più richieste nel mondo del lavoro è quella emotiva.

Ma di cosa si tratta?

L’intelligenza emotiva è la capacità di un individuo di riconoscere, di discriminare e identificare, di gestire le proprie emozioni e quelle degli altri allo scopo di raggiungere determinati obiettivi.

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Anche se la sua definizione d’intelligenza emotiva ha subito diverse modifiche nel corso degli anni, possiamo affermare che si tratta di quel tipo di intelligenza che è in grado di acquisire e applicare la conoscenza delle emozioni personali e altrui, al fine di risolvere questioni e rendere la vita di un gruppo di lavoro più soddisfacente. Infatti questo tipo di intelligenza si suddivide in intelligenza emotiva intrapersonale e interpersonale, proprio per porre l’accento sulla necessità di conoscere prima il proprio mondo interno, per poi poter conoscere quello dell’altro.

Intelligenza emotiva, quali capacità sviluppa?

Chi ha questo tipo di intelligenza possiede diverse capaci che possono essere utili nella sfera professionale:

  • Fiducia in se stessi e negli altri
  • Gestione delle proprie emozioni
  • Motivazione attraverso la quale influenza gli altri
  • Gestione delle relazioni
  • Accettazione del cambiamento
  • Gestione del conflitto

Sono tutte capacità importanti per chi svolge lavori che prevedono una parte di lavoro in autonomia, la presa di decisioni, ma anche lavori all’interno di team verso il quale è necessario avere fiducia, comprendere i diversi membri con i loro punti di vista, influenzare positivamente gli altri ed essere in grado di risolvere le questioni, nonché gli eventuali conflitti.

Non è utile solo per chi svolge ruoli di coordinamento o supervisione, ma anche per chi svolge lavori impiegatizi o operativi.

È utile perché un team in cui i membri hanno una buona intelligenza emotiva lavorano meglio, i rapporti al loro interno sono più distesi, c’è una maggiore propensione alla collaborazione e un maggior senso di appartenenza che rende più stabile il gruppo stesso.

Come si fa a misurare l’intelligenza emotiva?

ragazzo urla con il computer in mano

Ci sono diversi test on line, anche se per una valutazione seria è necessario rivolgersi a un professionista. Per aiutarti nel fare una sorta di autovalutazione ti indico qui di seguito alcuni elementi a cui prestare attenzione:

  • Quante volte durante la settimana ti capita di dare giudizi senza ascoltare il parere altrui?
  • Sei in contatto con le tue emozioni?
  • Quante volte durante la settimana perdi il controllo e non sai dare un nome all’emozione che hai provato?
  • È frequente che assumi solo il tuo punto di vista per guardare le questioni?
  • Quante volte sei parte attiva del conflitto e lo alimenti?

Se la risposta a queste domande è spesso, probabilmente il tuo quoziente di intelligenza emotiva (QE) è basso. Se invece le situazioni di cui sopra ti accadono di rado, il tuo QE potrebbe avere un buon livello.

Come fanno i recruiter a capire se ho un buon livello di intelligenza emotiva?

Uno dei modi con cui valutano, in alcune circostanze, sono dei test all’interno dei quali ci sono delle domande che nel risultato complessivo, danno un esito sul tuo QE. In altre situazioni al posto di test vengono utilizzate delle domande o dei role play. Ad esempio:

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  • Il recruiter ti chiede di raccontare una situazione di stress in cui dal tuo punto di vista hai reagito egregiamente. Quindi pensa a eventi in cui ti sei trovato all’improvviso a gestire una situazione inaspettata, oppure una situazione in cui il tuo lavoro veniva messo in discussione, o qualcuno cercava di dare un’errata interpretazione a ciò che provavi o ti sei trovato dinanzi a un conflitto acceso. Ovviamente valgono sia eventi lavorativi che personali.
  • Il recruiter ti pone all’interno di una situazione lavorativa in cui all’interno del team di lavoro ci sono punti di vista diversi e ti chiede come agiresti per trovare un punto di vista comune.
  • Sei in un colloquio di selezione di gruppo e i recruiter vi chiedono di risolvere una questione o portare un elenco di elementi condivisi: non importa quale sarà il risultato. Nella discussione i recruiter osservano come si muove ogni singolo candidato e danno una valutazione su diversi punti tra cui il QE.

Come allenare l’intelligenza emotiva, alcuni consigli

Sei preoccupato perché ti sembra di avere poca intelligenza emotiva? No panic, perché si può allenare!

  1. Impara a riconoscere cosa provi nei diversi momenti della giornata: parti dalle emozioni di base (gioia, tristezza, rabbia, paura, disgusto e sorpresa) e piano piano passa a quelle più complesse (dubbio, senso di colpa, invidia, senso di ingiustizia, rimorso, noia, stupore, approvazione, serenità, etc.).
  2. Allenati a non giudicare ciò che provi: non esistono emozioni belle o brutte, positive o negative, da reprimere o da trattenere. Sono un processo naturale e puoi coglierlo come input che ti viene da dentro per riaddarti al mondo fuori.
  3. Ogni volta che senti che reagisci in modo rigido o automatico, chiediti quale emozione hai provato e cosa avresti potuto fare di diverso per reagire in un altro modo. Scrivilo in una sorta di schema a colonne strutturato per temi:
  4. Prima colonna: cosa è successo
  5. Seconda colonna: come ho reagito
  6. Terza colonna: cosa ho provato
  7. Quarta colonna: cosa avrei potuto fare di diverso.
  8. Se ti piacciono strumenti grafici, puoi disegnare degli assi cartesiani e porre sull’asse delle X il piacere, quindi una sequenza che va dallo spiacevole al piacevole. Sull’asse delle Y l’attivazione quindi una sequenza che va dalla disattivazione all’alta attivazione. Andrai a collocare su questi assi gli eventi che ti capitano: sull’asse delle X in base a quanto è stato piacevole, su quella delle Y in base a quanto ti sei attivato. L’incrocio dei due punti dà una posizione grafica all’evento e se vuoi puoi scrivere l’emozione associata a quell’evento.
  9. Quando parli con le altre persone prova a dar loro un feedback sul loro stato emotivo: ad esempio se un amico ti sta dicendo che non si trova bene al lavoro, al posto di offrire una soluzione prova a dirgli “Questa cosa ti fa arrabbiare?” oppure “Questa cosa ti rende triste?”. In questo modo imparerai ad allenare l’intelligenza emotiva interpersonale.

Quindi che aspetti? Inizia ad allenarti per farti cogliere impreparato al prossimo colloquio. Fammi sapere quale di questi esercizi ti sembra più utile per te!

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Eleonora Ferraro

Mi chiamo Eleonora Ferraro e aiuto le persone a uscire dall'insoddisfazione lavorativa in modo creativo: per farlo utilizzo il metodo del coaching umanistico, le mie competenze in risorse umane, il colloquio motivazionale e mediazione dei conflitti. Uso gli stessi metodi per lavorare con i team di lavoro, per supportarli nel raggiungimento di nuovi obiettivi. Insegno anche: se non ci incontriamo in studio o in aula, puoi trovarmi su Instagram e su Linkedin, o sul mio sito.

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