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Lavoro

Ambizione

Definisce il desiderio assiduo ed egocentrico di affermarsi e distinguersi. In senso positivo è il desiderio legittimo di migliorare la propria posizione o di essere valutato secondo i propri meriti. Deriva dal latino ambitio – onis, ambire, andare attorno (fonte Dizionario di Google).

Ambizione, oggi è una parola che definisce il lavoratore pronto a tutto. È sempre attribuito a persone che hanno capacità e competenze per raggiungere posizioni di comando. Un termine fortemente legato al tempo che passa, alla perseveranza con la quale si continua a cercare di raggiungere un obiettivo. 

Ambizioso è sopra la media, degno di valore. 

Ambizioso è follemente legato al desiderio di provare agli altri, prima che a se stessi, di essere in grado di vincere. Disperatamente compromettente rispetto alle proprie regole e condotte di vita. 

Ambizione è quella parola che si nasconde dietro falsa modestia e umiltà. Viene truccata dalla generosità e da spirito caritatevole per una missione altruistica, quando probabilmente è semplicemente un ennesimo atto narcisista.

Quale strada scegliere?! Quale polarità dare al termine ambito?

Oggi si ha bisogno di persone ambiziose? 

I cambiamenti sociali hanno portato a virare verso comportamenti ambiziosi piuttosto che virtuosi?

In molti nei secoli hanno parlato di ambizione, spesso con una connotazione negativa. 

“Ciò che è dato con orgoglio ed ostentazione dipende più dall’ambizione che dalla generosità” diceva Seneca. “Non sei senza ambizione, ma ti manca la crudeltà che deve accompagnarla” è di William Shakespeare. “Chi mira più in alto si differenzia più altamente” è di Galileo Galilei. “Costa molto essere sinceri se si è intelligenti. Quanto essere onesti se si è ambiziosi” scriveva Fernando Pessoa. “Chi non ha pretese non ha neanche dispiaceri” affermava Pier Paolo Pasolini. Fino alla celebre fra di Steve Jobs, “Stay hungry, stay foolish” tradotto in “Siate affamati, siate folli”. Molte sono le frasi celebri che, epoca dopo epoca, hanno dato significato al termine. Potrebbe essere un caso ma le poche trovate con accento positivo hanno come autori scienziati e visionari.

ragazzo studia alla scrivania

Viaggiamo sulla linea che divide un bieco desiderio di potere dalla speranza nel futuro, dal genio e dalla follia, dall’immaginazione, dalla creatività, dall’intuito. 

Probabilmente c’è bisogno anche di ambizione. Nel complesso asset umano di conoscenze, capacità e competenze, di emozioni e valori, di regole e virtù vi è bisogno, in percentuale variabile, anche di un po’ di ambizione. 

Fa parte di quel celebre lato oscuro che ognuno di noi possiede, necessario per non rasentare il divino ma rimanere saldamente legati alla terra, in compagnia di qualche scheletro dentro l’armadio.

Dobbiamo accogliere ogni aspetto della nostra personalità e dovremmo essere formati nel guardare le nostre parti più sporche piuttosto che valorizzare al massimo anche timidi fiati di qualcosa che brilla di riflesso. 

Spesso la psicologia (leggi tutti gli articoli sull’argomento) aiuta a mettere le mani in pasta. Così la consapevolezza di quelli che vengono chiamati difetti può diventare un’importante arma di difesa o di attacco. Sapere di essere portato a non avere scrupoli potrebbe essere utile nel voler salvaguardare un rapporto personale, così come sapere di essere facilmente coinvolto negli obiettivi altrui potrebbe difenderci da carichi eccessivi di lavoro e responsabilità che non ci competono.

Sono solo brevi esempi per provare a descrivere una cornice complessa di termini che raccontano la storia delle persone e con le quali molte figure professionali e non devono confrontarsi. Ad esempio un recruiter nella sua attività di ricerca di risorse umane per comprendere i possibili benefici per l’azienda selezionante. Uno psicologo durante il percorso di consulenza per capire come aiutare il paziente a superare o convivere con certi propri comportamenti ed elaborare emozioni. Un/una partner all’inizio di una relazione, che sia ipoteticamente sana o tossica, per decidere se investire o meno in un rapporto di conoscenza e di amore. 

Non è una strada facile. 

È molto ambiziosa.

Alessandro Stirpe collabora con Di’ Gay Project DGP
Associazione di promozione sociale di Roma che si occupa di cultura e diritti LGBTQI+

www.digayproject.it
digayproject[at]gmail.com

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Alessandro Stirpe

Alessandro Stirpe è psicologo del lavoro, formatore e imprenditore. Ha lavorato per l’Università La Sapienza presso il servizio di orientamento al lavoro JobSoul, per la Regione Lazio presso l’Assessorato al Lavoro e Formazione, dal 2012 è il CEO della The Profilers Srl e dal 2017 al 2020 è stato il Presidente di Fermenti Attivi Aps. Esperto in coaching, apprendimento e comunicazione, si occupa anche di progetti per il sociale, di interventi nelle scuole, di consulenza per le pubbliche amministrazioni e di percorsi di crescita e sviluppo rivolti ad adolescenti ed adulti. Ha partecipato a ricerche nell’ambito della didattica, dei lavoratori atipici e degli stereotipi di genere. Per l’Istituto S. Pio V, edizioni Apes, ha già pubblicato un proprio contributo su “Lavoratori 3.0 – Competenze organizzative e costrutti psicologici necessari per entrare e permanere nel mondo del lavoro” a cura di Benedetto Coccia e “La Percezione dell’Immigrazione”. Dal 2018 si sta specializzando in psicoterapia sistemico-relazionale e familiarepresso l’Istituto Dedalus di Roma. Scrive riflessioni e articoli su società e psicologia sul blog alessandrostirpe.it Collabora con Di' Gay Project DGP, un'associazione di promozione sociale (Aps), che si batte per i diritti umani e civili delle minoranze LGBTQI (lesbiche, gay, bisessuali, transessuali, transgender, queer e intersessuali) e contro ogni forma di discriminazione.

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