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Lavoro

App per le candidature: cosa c’è di buono?

La ricerca del lavoro, lo sappiamo, è essa stessa un “lavoro”, e come tale richiede una certa strategia, una logica e sopratutto una certa dose di tempo. In questo tipo di contesto di effettiva e continua ricerca, sono state sviluppate delle app che permettono di candidarsi in maniera automatica ad un annuncio che può sembrarci interessante ovunque ci troviamo.

Ma è davvero un bene?

Candidarsi ad annuncio di lavoro non è come ordinare una pizza al ristorante: la scelta dell’invio di una candidatura deve essere ragionata e deve in qualche modo essere accompagnata dal fatto che il candidato possieda almeno in parte le competenze che vengono richieste dalla stessa.

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La possibilità di utilizzare il proprio smartphone per candidarsi è una grandissima comodità, ma nel contempo è anche una cosa abbastanza controproducente.


Proviamo a ragionare:


Mi trovo sull’autobus, controllo le offerte, ne vedo una che a mio dire è interessante e decido, senza pensarci troppo, di candidarmi. Fatto questo aspetto un feedback che, nella maggior parte delle volte e sopratutto in queste app, non arriva mai.

Qual è il vero problema di questa candidatura? Il fatto che il CV non è stato modificato prima di essere inviato, lasciando all’utente la convinzione del fatto che il proprio curriculum vada bene per qualsiasi candidatura.

Non è così. Il curriculum vitae va modificato (ciò non implica che dobbiate scriverci cose inventate, anzi! ) a seconda della proposta lavorativa per la quale ci si presenta. E questo va fatto perché magari nel modello che avete già pronto manca quella fondamentale informazione o skill che sapete di avere ma che in quel momento non avete scritto, memori del fatto che in realtà quel documento era stato creato per una candidatura precedente e del tutto avulsa da quella attuale.

La fretta è una cattiva consigliera: scegliere per bene a cosa candidarsi e modificare il proprio CV di conseguenza è come scegliere un vestito.
Non andreste mai ad un aperitivo in pigiama, no?

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Mauro Cerni

Nasco come antropologo culturale, cresco con un master e diversi corsi di formazioni in risorse umane e divento prima docente formatore in tecniche di selezione e gestione del personale e successivamente hr specialist, hr trainer e consulente di carriera. Amo quello che faccio e non è solo un lavoro, ma anche una passione trascinante che ho unito con il piacere della parola scritta. Ho un motto che dice “un posto per ogni cosa e ogni cosa al suo posto”. Quando troviamo il nostro posto è lì che dobbiamo rimanere e io voglio aiutare le persone a trovare il loro.

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