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Lavoro

Come gestire lo stress: i consigli dell’esperta

Hans Selye, il padre della ricerca sullo stress, diceva che «l’unica persona senza stress è un morto». Questo per ricordare che ogni richiesta cui dobbiamo rispondere, sia essa psicologica o ambientale, è per noi fonte di stress. Non dobbiamo però pensare allo stress solo come a un sinonimo di tensione, affaticamento o angoscia. Più in generale, possiamo intendere lo stress come quell’insieme di modificazioni che si verificano nel nostro organismo in risposta a stimoli che perturbano il suo equilibrio interno.

Le fasi dello stress

Selye identificò, in tale processo, tre fasi fondamentali: reazione di allarme, resistenza o adattamento ed esaurimento, che si susseguono nell’organismo.

Allarme: riconosci il pericolo

La prima fase: viene definita di allarme, a causa della presenza dello stressor (stimolo-evento stressante), che determina nell’individuo il riconoscimento di un pericolo insito nello stimolo. Nella fase di allarme si verifica dunque una reazione di stress acuto in cui l’organismo mobilita tutte le sue difese.

La principale reazione interna è la produzione di adrenalina (catecolamine) con conseguente aumento del battito cardiaco: il corpo si prepara alla classica risposta “combatti o fuggi”, dominata dal nostro istinto di sopravvivenza.

La fase di resistenza allo stress

La seconda fase: è quella di resistenza, nella quale l’organismo si impegna a fronteggiare l’evento. La durata di ogni reazione da stress dipende soprattutto da questa fase che dura finché risulta necessaria una speciale prontezza e capacità d’azione, secondo percezioni basate, in gran parte, su fattori psicologici. E’ la fase in cui ci si adegua, bene o male, alle nuove circostanze e, in pratica, finché si percepisce il fattore di stress, l’organismo resiste. 

L’ultima fase dello stress, l’esaurimento

Se il problema persiste per un lungo periodo, si entra nella terza fase dello stress. In questa fase si parla già di un problema serio che si verifica quando termina la quantità di energia presente nell’individuo per far fronte all’elemento stressante. Questo comporta una critica riduzione delle capacità adattive dell’organismo in generale.

Chiunque ha la capacità di gestire lo stress: di fronte a situazioni di stress ognuno di noi mette in atto strategie che vengono definite strategie di coping, che sono l’insieme degli sforzi cognitivi e comportamentali attuati per controllare specifiche richieste interne e/o esterne.

 

Le strategie per gestire lo stress

Le modalità di coping, ovvero le strategie messe in atto per gestire lo stress, riguardano sia le risposte comportamentali messe in atto per gestire l’evento fonte di stress che le emozioni provate intorno ad esso. 

ragazzo con le mani nei capelli

Coping incentrato sul problema 

Il suo scopo è quello di ridurre il rischio delle conseguenze dannose che potrebbero risultare da un evento stressante cercando di comprendere le conseguenze e apprendendo nuove abilità che possano permettergli di gestirle al meglio. In altre parole, le strategie incentrate sul problema mirano ad eliminare la fonte dell’evento stressante.

  1. Confronto diretto con il problema 
  2. Pianificazione della soluzione 
  3. Distanziamento dal problema 
  4. Autocontrollo 
  5. Ricerca del sostegno sociale 
  6. Accettazione delle responsabilità derivanti dalla situazione 
  7. Sviamento del problema
  8. Rivalutazione positiva dell’evento stressante

Coping incentrato sulle emozioni

In questo tipo di strategie l’individuo cerca di gestire e contenere le emozioni che si manifestano durante l’evento stressante o conflittuale, nel tentativo di alleviare, ridurre o prevenire il disagio da esso derivante. In questo senso, è possibile reagire in differenti modi, ad esempio:

  1. Condividere con qualcuno la situazione che provoca stress. 
  2. Affrontare i problemi nell’immediato, quando si presentano, in modo da evitare accumulazioni future.
  3. Mantenere un’alimentazione adeguata al tenore di vita e al dispendio di energie. 
  4. Programmare esercizio fisico periodico in modo da scrollarsi di dosso le tensioni accumulate durante la giornata e per buttare fuori tutte le sostanze tossiche che si accumulano nell’organismo. 
  5. Organizzare la vita, affrontare gli impegni quotidiani con energia, porsi degli obiettivi ed avere delle mete, gestire il tempo in modo adeguato.

In sintesi, attraverso la gestione efficace dello stress non sempre si riesce a risolvere ogni criticità. Tuttavia, lavorando su sé stessi e sulla situazione che ci si propone davanti con il massimo delle energie e dell’impegno, il risultato può arrivare, a patto che lo si ritenga raggiungibile.

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Diana Mantellassi

Sono laureata in Filosofia e mi sono sempre occupata di Hr con particolare attenzione alle attività di ricerca e selezione del personale ed interventi della valutazione ed orientamento professionale con le tecniche di analisi dei fabbisogni professionali e sono stata inoltre responsabile del progetto di organizzazione relativo alle politiche attive del lavoro. Da qualche anno mi dedico alla formazione nell'ambito delle risorse umane e delle soft skills.

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