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Lavoro

Quanto conta la gentilezza sul posto di lavoro?

Il benessere sul posto di lavoro è un requisito fondamentale che ci permette di  raggiungere gli obiettivi di crescita e sviluppo precedentemente definiti. La gentilezza, inoltre, garantisce un buon rapporto con i colleghi e rende più sereno l’ambiente, rendendolo rassicurante. Cercare, però, di essere troppo gentili, nel lungo termine, significa non essere totalmente onesti e rinunciare ad essere critici, e talvolta questo atteggiamento può danneggiare l’azienda o la carriera.

Al fine di creare un ambente di lavoro ottimale è importante bilanciare la gentilezza, con la sincerità e il senso critico, così da esprimere il proprio pensiero nei giusti termini e modi.

Come essere gentili ma sinceri sul posto di lavoro?

Lascia fluire il pensiero critico con le giuste modalità

Per la maggior parte dei lavoratori è importante essere considerati gentili dai loro colleghi perché, andare d’accordo con loro rende il lavoro più piacevole, e soprattutto, essere considerati cordiali apre la strada a molte opportunità.   Contrariamente a quanto si pensa però, essere gentili ed evitare il confronto, per non rischiare di apparire sgarbati,  può innescare conseguenze sgradevoli. Ad esempio, un capo reparto può decidere di evitare di scontrarsi con un dipendente problematico lasciandolo ai margini, fino al licenziamento.

Le conversazioni oneste non sono facili, ma permettono di crescere e migliorare; una critica costruttiva espressa con gentilezza e garbo verrà apprezzata dai colleghi.

La gentilezza è positiva solo se non rovina la comunicazione

Quando la gentilezza non limita l’efficacia della comunicazione, permettendo di esprimere in maniera costruttiva i nostri pensieri, è sempre un valore prezioso da utilizzare  sul posto di lavoro, ed è addirittura contagiosa. Quando siamo gentili e cordiali con gli atri, inneschiamo un meccanismo di positività che viene spezzato solo in rari casi.

Trattare gli altri come vorremmo essere trattati, è il segreto per ottenere relazioni ottimali sul lavoro molto spesso, infatti, la situazione è già stancante e stressante, per questo serve positività e solarità. Per evitare discussioni è importante  capire che,  in un posto di lavoro che funzioni al meglio, le regole si basano principalmente sul rispetto verso gli altri.

Piccoli gesti che fanno la differenza sul posto di lavoro

Piccoli gesti gentili da parte dei datori di lavoro, e fra colleghi. potrebbero migliorare le prestazioni lavorative.  Ecco qualche piccolo suggerimento pratico:

1. Ricorda sempre il nome dei colleghi.  

Anche se risulta difficile, è importante ricordare sempre il nome dei nostri colleghi, cosi da creare un clima disteso, amichevole e cordiale.

2. Ringrazia chi ti ha aiutato. 

Esercita sempre la gratitudine nei confronti degli altri.

3. “Porta un caffè ad un collega”.  

Questi sono i piccoli gesti che fanno la differenza, e che permettono di creare legami solidi e duraturi fra colleghi.

4. Non guardare costantemente lo schermo del cellulare quando parli con gli altri. 

Guardare lo schermo del cellulare quando si pranza o si cena con un collega, oltre ad essere sinonimo di maleducazione, trasmette l’idea di non rispettare l’altro.

5. Sostieni i nuovi arrivati.  

Molto spesso i neoassunti lamentano situazioni non piacevoli, è invece importante guidare le nuove leve con atteggiamenti positivi e propositivi.

persone che si stringono la mano

6. Aumento di salario o una riduzione dei carichi di lavoro.

Laddove possibile risulta essere una soluzione ottimale, ma dove non si può applicare questo punto, bastano piccoli accorgimenti per avere dei dipendenti sereni, ad esempio delle soluzioni per la conciliazione famiglia e lavoro.

La gentilezza andrebbe inserita nel curriculum tra le soft skill in quanto è sinonimo di forza e produttività, descrive al meglio chi abbiamo di fronte, mettendo in luce le sue caratteristiche positive.

Per concludere, la gentilezza innesca una catena di gratitudine, entrano in gioco i neuroni specchio, fondamentali per l’empatia, grazie a questi gli esseri umani sono predisposti a imitare l’azione e a cogliere le emozioni degli altri. 

Un percorso di coaching aziendale può essere incentrato sull’aumento delle buone pratiche, sviluppando comportamenti positivi fra colleghi.

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Erika Del Pomo

Classe 1991, laziale di nascita, marchigiana di adozione, mi laureo alla triennale in Sociologia e servizio sociale presso l’università degli Studi di Urbino Carlo Bo, per poi proseguire gli studi in Organizzazione e gestione dei servizi sociali all’Università Politecnica delle Marche. Dinamica, pro-attiva ed intraprendente, dopo la laurea magistrale inizio a collaborare come tutor per corsi di formazione a distanza e social media manager con Assistente sociale privato, ma la mia formazione non si è mai conclusa. Dopo un corso in Life&empowerment coaching capisco che questa è la mia strada ed inizio a concentrare le mie energie in questa direzione; dopo un master in Gestione delle risorse umane prende forma il mio progetto professionale “YOU lo spazio dedicato a te”. Ad oggi sono una Life&career coach specializzata in orientamento personale, professionale e scolastico; sostengo le persone nel loro cammino, perché anche io, in passato, ho avuto bisogno di una “bussola” che mi indicasse la strada. Amo descrivermi come “ un lavoro in corso” perché ogni giorno, è il giorno giusto per migliorare, sia personalmente, che professionalmente.

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