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Lavoro

Il dubbio della pretesa: faccio bene a chiedere un feedback dopo un colloquio?

Abbiamo affrontato per diverse volte la questione del feedback ai colloqui negli articoli presentati. Li abbiamo studiati, analizzati, abbiamo imparato a scriverli e a interpretarli. Ma nell’effettiva realtà di tutti i giorni, quello che succede al candidato che aspetta una notizia è diverso dal processo empirico che abbiamo sviscerato.

L’attesa di una risposta dopo aver sostenuto un colloquio è snervante e debilitante per l’emotività delle persone. Ci si sente smarriti e indeboliti, sopratutto quanto la posizione per la quale ci siamo candidati era fatta proprio a nostra misura.

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A questo punto, proviamo a passare dalla parte del candidato che si chiede: se non mi danno un feedback, lo devo chiedere io?

Sembra una domanda semplice, ma si ramifica in tante sottoquestioni che tendono sempre a far dubitare le persone. Cerchiamo comunque di comprendere quali sono queste sottodomande e come possiamo risolverle.

Feedback colloquio: ecco cosa analizzare prima di chiederlo dopo

ragazzo domanda ad un collega seduto al computer

Dunque, ecco tutto quello che dobbiamo analizzare prima di prendere l’iniziativa e chiedere un feedback dopo il colloquio appena sostenuto.

Prima situazione: non avere fretta

Come prima cosa, non dovete farvi prendere dalla fretta e dal panico. Consideriamo questa situazione: i recruiter magari si sono solo presi più tempo di quanto preventivato ed è giusto aspettare. Occorre fare questa considerazione partendo dal presupposto che è buona norma che il o la recruiter vi dia una data ultima per la selezione o che almeno vi segnali una finestra di tempo ragionevole, se ritenete di avere la pazienza di aspettare potete tranquillamente farlo. 

Ma mi raccomando, non aspettate troppo: a volte infatti un candidato che chiama per avere informazioni dimostra interesse al selezionatore o alla selezionatrice, che forse aspettava solo quella vostra chiamata per confermare positivamente la vostra posizione.

Seconda situazione: Ho paura di disturbare se li contatto io

Se avete questo piccolo bias, vi consiglio di ragionare pensando al fatto che voi avete qualcosa che a loro serve, altrimenti non vi avrebbero contattato neanche per un primo colloquio. La vostra disponibilità nel dare ciò che serve è presente, ma dovete anche dimostrare che sapete quanto valete e che non vi spaventa farlo notare. Chiedere un feedback colloquio può dare proprio questa impressione.

Inoltre chiamare dimostra che avete delle skill di comunicazione ben sviluppate, perché è vero che tutti parliamo a telefono, ma c’è differenza tra il parlare al telefono con gli amici e con un potenziale datore di lavoro.

Terza situazione: far leva sul “fattore orgoglio” per non chiedere un feedback colloquio

Magari dopo aver terminato un colloquio potete pensare: “Non vedo perché li devo contattare, se il colloquio è andato bene mi contattano loro, altrimenti è andato male”. Questo punto è la fusione dei punti precedenti e come gli altri richiede una certa dose di introspezione personale

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Perché se da una parte è un ragionamento certamente corretto, dall’altro presuppone che il o la recruiter lavorino solamente per voi o che per quella posizione abbiano sentito o selezionato solamente voi. La mole di lavoro di chi fa ricerca e selezione è molto alta, non esagero se dico che spesso si arrivano a leggere tra i 50 e i 100 curriculum a settimana. E se pensate che tra quei 100 cv ce ne sono 50 che vanno bene, questo vuole dire organizzare 50 colloqui e se mediamente ogni colloquio dura 1 ora vuol dire 50 ore di soli colloqui.

A ciò aggiungiamo le valutazioni, le mail, le telefonate e anche le altre selezioni in corso (mica penserete che si segue una sola selezione?) e comprenderete bene quanto sia ampia la mole di lavoro. Pensando a questo vi renderete conto che una richiamata non può che aiutarci. Ovviamente i dubbi possono essere molti altri, molto più ramificati e molto più specifici, dipendendo dallo stato di ognuno in quel particolare momento.

Chiedere un feedback colloquio: vale la pena?

In tutto questo, quindi, facciamo bene a chiedere il feedback? La risposta è assolutamente SI. Non solo il feedback va chiesto, ma va quasi preteso. Perché sapere cosa non è andato vi permetterà la prossima volta di lavorare su quelle piccole mancanze che magari non avevate mai preso in considerazione perché non avevate mai notato.

Inoltre dare un feedback aiuta anche i recruiter, che mantengono in esercizio il loro spirito critico e le capacità di analisi e sintesi.

In ultima analisi, con un buon feedback dopo il colloquio ci guadagnano tutti, dunque la prossima volta è quasi un “obbligo” chiederlo e riceverlo!

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Mauro Cerni

Nasco come antropologo culturale, cresco con un master e diversi corsi di formazioni in risorse umane e divento prima docente formatore in tecniche di selezione e gestione del personale e successivamente hr specialist, hr trainer e consulente di carriera. Amo quello che faccio e non è solo un lavoro, ma anche una passione trascinante che ho unito con il piacere della parola scritta. Ho un motto che dice “un posto per ogni cosa e ogni cosa al suo posto”. Quando troviamo il nostro posto è lì che dobbiamo rimanere e io voglio aiutare le persone a trovare il loro.

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