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Lavoro

La carriera orizzontale e il Job Shadowing: l’arte di osservare e apprendere

Per Job shadowing letteralmente si intende il lavoro-ombra, è finalizzato all’arricchimento in campo professionale e personale del lavoratore, può considerarsi uno strumento che consente agli stakeholder di una determinata realtà di affiancare per un arco di tempo stabilito i colleghi che lavorano in un’altra area e hanno mansioni diverse.

Tecnicamente si tratta di un tipo di formazione “on the job” in cui il singolo, che desidera ampliare le proprie competenze, segue e osserva, come un’ombra, un dipendente più esperto e con più seniority.

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L’obiettivo al termine di questa esperienza fortemente formativa è quello di consentire al lavoratore di acquisire una conoscenza completa tramite l’osservazione, analizzando il lavoro day by day.

Lavorare a stretto contatto con chi ha più esperienza di noi, infatti, può essere stimolante e può tramutarsi in un’occasione di crescita dal punto di vista tecnico e di hard skills ma anche uno spunto di riflessione sulle nostre soft skills e sulle strategie che mettiamo in atto per superare le difficoltà.

Quando è nata la definizione di Job Shadowing?

Si inizia a parlare di job shadowing , per la prima volta, in un contesto universitario, in particolar modo, all’interno del progetto Erasmus Plus, per poi prendere piede in molte aziende italiane diventando un vero e proprio strumento di formazione del lavoratore, una best practice aziendale e un’importante opportunità di training on the job.

Inizialmente lo shadowing è nato come un breve periodo lavorativo presso un istituto partner della propria scuola o ateneo di origine – o una qualsiasi altra organizzazione in campo educativo-che si svolge in un paese europeo diverso da quello di origine con la finalità di acquisire nuove competenze e conoscenze, sviluppare nuovi partenariati, realizzare lo scambio e l’arricchimento reciproco in campo professionale, culturale ed umano.

Dunque, dall’analisi del contesto lavorativo, si è iniziato a interpretare lo shadowing come la giusta occasione per affiancare le attività di un altro professionista nel quotidiano ampliando i propri orizzonti e, soprattutto, avendo l’opportunità di crescere anche in modo orizzontale.

Qual è la differenza tra crescita verticale e orizzontale?

Una carriera lavorativa orizzontale equivale a un percorso che vi porta a ricoprire, anche se all’interno della stessa realtà, ruoli diversi e sviluppare nuove competenze, sempre nell’ottica di un apprendimento life long.

Si differenzia dalla carriera verticale che, al contrario, si basa sulla scalata delle posizioni di un’azienda all’interno di uno specifico dipartimento.

La carriera orizzontale porta notevoli vantaggi, che, come potrete notare, spesso sono legati e raggiungibili:

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  • Apprendere il funzionamento di ogni settore di un’azienda e aumentare il commitment con la realtà lavorativa;
  • Sviluppare rapporti e relazioni utili per costruire o ampliare il proprio networking;
  • Ricercare e sviluppare le proprie potenzialità;
  • Mettere alla prova le proprie soft skills come il problem solving, il pensiero critico e la leadership;
  • Avere un curriculum diversificato, dimostrando adattabilità e flessibilità.

Il mio consiglio è quello di orientare la propria carriera verso un percorso incentrato sulla crescita dal punto di vista formativo, significa venire incontro alle esigenze di un mercato che sempre più richiede il life long learning, citato in precedenza, che è un percorso di formazione permanente, il quale non si esaurisce con la fine del percorso di studi.

Alla luce di ciò, converrete con me che muoversi attraverso i vari dipartimenti aziendali, come avviene grazie allo shadowing, è un modo per innovare la propria carriera senza dover essere per forza costretti a cambiare lavoro e allontanarsi dalla propria area di competenza tecnica.
Le evoluzioni e le trasformazioni in atto nel mondo del lavoro sembrano aver aperto le porte alla carriera di tipo orizzontale che già da tempo, di fatto, sta sostituendo l’idea che il lavoro debba evolversi in maniera verticale per essere considerato di successo.

Inoltre, c’è da considerare che la una crescita di tipo orizzontale viene incontro anche alle esigenze aziendali. Le aziende moderne, sempre più, non considerano i requisiti di un lavoratore come un insieme di competenze specifiche, piuttosto, al lavoratore si richiedono abilità quali l’adattabilità e la flessibilità; in altre parole, più un dipendente è in grado di intervenire in diversi reparti aziendali più l’azienda ne trae vantaggi.

Alla luce di queste riflessioni, il job shadowing è un’occasione di crescita che vi consiglio di provare.

colleghi che guardano il computer

In quali settori professionali il job shadowing si rivela particolarmente efficace?

Ecco alcuni settori professionali nei quali il lavoro-ombra può trovare applicazione:

  • Lavoratori nella ristorazione: personale di servizio, baristi, cuochi, cuochi, cassieri
  • Professioni mediche: fisioterapia, terapia occupazionale, infermieristica, medici, radiologi, chirurghi
  • Lavori di produzione: supervisori, controllo di qualità, impiegati specializzati, operatori di macchine, fabbricanti di utensili e matrici, macchinisti
  • Amministrazione: receptionist, assistenti amministrativi, segretarie, impiegati
  • Abilità qualificate: falegnami, pittori, falegnami, elettricisti, idraulici, tecnici di riscaldamento e raffreddamento
  • Sviluppo del prodotto e lancio sul mercato tra cui programmazione per computer, ricerche di mercato, marketing, vendite, assistenza clienti, supporto tecnico, test di esperienza utente, controllo qualità

Questi esempi dimostrano i tipi di lavoro in cui l’apprendimento per ombra di lavoro è una componente essenziale, ma l’apprendimento in qualsiasi lavoro è migliorato da un componente di job shadowing. Il job shadowing diventa essenziale quando un dipendente viene formato internamente per il suo ruolo o il suo prossimo ruolo.

Ad esempio, calando il work shadowing nel mondo hr, il responsabile delle risorse umane potrebbe ombreggiare il direttore delle risorse umane quando il direttore si aspetta una promozione per il vicepresidente; invece, un assistente delle risorse umane potrebbe ombreggiare l’hr generalist quando il generalista si aspetta una promozione per il responsabile delle risorse umane.

Come si applica il job shadowing?

Partendo dal presupposto, ogni esperienza di job shadowing è diversa. In linea generale si segue un professionista e lo si osserva mentre svolge le sue mansioni quotidiane.

I vantaggi di questa modalità sono molteplici:

  1. Avere un’istantanea della giornata tipo di un professionista con esperienza potrà essere utile per decidere se davvero è quello che desideriamo fare e che ci potrebbe piacere;
  2. Testare sul campo se le nostre competenze corrispondono al campo professionale che abbiamo scelto;
  3. Capire se le nostre conoscenze e competenze scolastiche potrebbero portarci ad a un determinato tipo di professionalità o verso altro.

Come ottimizzare l’esperienza da shadower?

Al fine di ottenere il massimo dall’esperienza è bene prepararsi con anticipo, ecco alcuni suggerimenti:

  • Prepararsi domande da porre al professionista e non avere timore di farne durante l’esperienza;
  • Essere pronti a parlare dei propri obiettivi di carriera, di precedenti esperienze di stage e/o lavoro;
  • Saper esprimere al meglio interesse e motivazione verso una determinata professione e contesto lavorativo;
  • Raccogliere informazioni sia sulla funzione sia sull’azienda ospitante.

Fondamentale è anche dedicare del tempo al follow-up per porre domande su ciò che si è visto e vissuto. Alla fine di questa esperienza è caldamente consigliato chiedere un breve incontro di feedback reciproco, affinché possa rivelarsi un’occasione di scambio reciproco.

Restare in contatto con la persona che abbiamo seguito sarà un prezioso aiuto non appena si inizierà a cercare un nuovo lavoro, potrebbe essere il tuo mentore.

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Diana Musacchio

Da dottoressa in Psicologia del Lavoro, affermo che valorizzare il capitale umano e aiutare il singolo a esprimere al meglio il proprio potenziale sia la cosa più bella e importante che io possa fare con gli strumenti che ho a disposizione. Credo fortemente nella formazione continua per rispondere con efficacia e tempismo ai cambiamenti che caratterizzano il mondo del lavoro. Sono una recruiter e cerco sempre di selezionare il candidato più in linea sia dal punto di vista hard che soft con la posizione, orientandolo e delineando con lui il suo progetto professionale. Ho lavorato in una onlus che, tramite career centre, aiuta le donne a mappare le proprie competenze, le guida nelle ricerca attiva del lavoro più in linea con il loro background e le accompagna durante le fasi selettive con un programma di mentoring. Mi considero una persona proattiva ed esuberante, fare il lavoro che amo mi aiuta a canalizzare l'energia in modo positivo, avendo sempre nuovi stimoli e cercando di cogliere anche le opportunità che si creano confrontandosi con gli altri. D'altronde come dice Henry Ford "Con l'entusiasmo ci sono le realizzazioni, senza solo alibi".

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