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Lavoro

La narrazione: lo strumento di consapevolezza per raccontarti al colloquio

Hai consapevolezza del tuo “Saper essere” e del tuo “Saper fare”? Come puoi creare logica nella tua realtà, quale metodologia ti permette di analizzare il tuo percorso di vita?

Inizio le mie considerazioni citando una frase di Weick (1993):

 …è solo relativamente alla propria sequenza di azioni che si scopre come le proprie azioni significhino, quale sia stata la loro importanza

La tua vita è una continua scelta e ti pone di fronte a dei cambiamenti. Prima di agire ritengo sia fondamentale prendersi del tempo per riflettere: come una cura di sé per il proprio Ben- Essere. Ritengo che un percorso di questo tipo sia efficace se legato ad un’esperienza personale piacevole. Sai di cosa parliamo con il termine competenza?

Quaglino la definisce come “…la qualità professionale di un individuo in termini di conoscenze, capacità e abilità, doti professionali e personali…” (Quaglino, 1990)

Io ritengo sia un mix tra:

  • Il sapere tutto ciò che si sa a livello di informazioni,
  • Il saper fare le abilità che si usano nello svolgere un compito
  • Il saper essere le qualità e caratteristiche che ci contraddistinguono esprimendo il valore e l’unicità
  • Il saper divenire la capacità di essere flessibili e imparare sempre

Tu ti sai raccontare? Ecco perché un percorso alla ricerca di consapevolezza e autoconsapevolezza risulta indispensabile come strategia preparatoria all’azione. Puoi scegliere di farti accompagnare o di svolgerlo in autonomia, ma devi analizzare alcune aree:

  • L’area del sé: chi sono? Cosa faccio? Come lo faccio?
  • L’area del lavoro e della progettazione intesa come un punto di partenza per generare una sequenza di azioni per facilitare il cambiamento e il raggiungimento di un obiettivo.

Ritengo che un utile strumento per lavorare su te stesso sia il metodo narrativo e autobiografico. Spesso le persone non hanno la consapevolezza del proprio valore, dando per scontate e di scarso significato le competenze acquisite sia in ambito professionale che personale.

I learning narrative e l’autoconsapevolezza

La narrazione può essere paragonata ad un cammino che porta chi parla in un posto totalmente nuovo e sconosciuto. Il racconto diventa una preziosa conoscenza, che permette di prendere consapevolezza di sé, di accogliere emozioni, manifestare desideri. La narrazione ti permette di instaurare un dialogo con te stesso per favorire la costruzione di un’identità personale autonoma e coerente con il tuo progetto professionale.
È una modalità di lavoro autoriflessiva che porta alla consapevolezza e autoconsapevolezza. La narrazione è importante per ricostruire la tua storia in un bilancio di competenze.

Innanzitutto, tu costruisci una rappresentazione di te stesso, legittimandoti e costruendo una serie di argomentazioni che ti saranno utili per presentarti all’esterno. Aiuta a scandire gli eventi nel tempo ricostruendo le esperienze in funzione dell’obiettivo, garantendo continuità e coerenza con il presente.

ragazza pensa leggendo un diario

Permette di selezionare le informazioni rilevanti, per creare nuovi percorsi di sviluppo personale e professionale. Ti aiuta a riguardare le tue esperienze evidenziando le competenze acquisite, facendo emergere spunti di soluzione e aree di miglioramento.

Orr (1990) durante gli studi eseguiti alla Rank Xerox, ha evidenziato come anche a livello professionale, ogni persona narri la sua esperienza per essere riconosciuto come parte integrante della realtà organizzativa e contribuisca alla creazione di un’identità professionale.

Come creare la tua identità professionale per il colloquio?

Raccogli in un dossier del materiale che certifichi le tue competenze per supportare la tua narrazione. Deve rappresentare la memoria del lavoro che hai fatto e può contenere del materiale relativo sia alla tua vita pubblica, che privata: il tuo Curriculum Vitae, qualifiche, attestati, referenze, collaborazioni, appartenenza ad associazioni di volontariato o sportive. Vivilo come il contenitore della tua vita dove prenderai consapevolezza nel tempo del tuo processo di formazione svolgendo le tue attività. Ti aiuterà a presentarti durante un colloquio di lavoro, perché saprai spiegare e argomentare in modo sintetico ed efficace le tue competenze. Puoi aggiornarlo costantemente nel tempo per verificare il tuo processo di sviluppo in funzione del tuo progetto professionale e per dare un senso alle tue azioni.

Questo momento di autovalutazione diventa occasione di apprendimento, perché focalizzandosi sulle possibilità di crescita si genera il potere di creare opportunità. Avrai ben chiaro come poter ottenere le risorse che ti sono necessarie.Comprenderai il tuo valore e i tuoi valori e come queste guidano le tue scelte nell’agire quotidiano.
Con quattro semplici parole Albert Camus coglie l’essenza di un Bilancio di competenze:

Prima trova, poi cerca

(Albert Camus)
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Monica Barbera

Vivo e lavoro a Torino, Laureata in Psicologia del Lavoro e delle organizzazioni presso l'Università degli Studi di Torino. Ho lavorato per molti anni in Agenzia per il lavoro, prima come Recruiter e poi come Consulente di Carriera. Ad oggi collaboro sul territorio torinese da libera professionista per percorsi di orientamento professionale. Ho seguito corsi di Coaching e di Bilancio di competenze per approfondire il mio percorso formativo e lavorativo. Credo nel valore delle persone e mi piace accompagnarle in un percorso alla riscoperta del proprio benessere. La consapevolezza e l'autoconsapevolezza sono gli strumenti da cui partire per lavorare su se stessi e raggiungere gli obiettivi prefissati!

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