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Lavorare all’estero: tutto ciò che bisogna sapere prima di partire

Lavorare all’estero è un’opportunità preziosa, sperimentata ogni anno da un numero sempre maggiore di italiani. Si tratta di un’occasione per certi versi unica e conveniente da diversi punti di vista. Per prima cosa, all’estero riconoscono skill che qui in Italia ancora non vengono considerate nella maniera opportuna.

Inoltre, ci sono più opportunità di lavoro, maggiori chance di fare carriera e gli stipendi sono superiori. In questo articolo, dunque, vedremo insieme alcuni consigli utili per chi sta valutando di trovare fortuna all’estero.

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Quanti italiani ci sono all’estero?

Tanti, tantissimi, e i numeri continuano a salire. Stando alle ultime rilevazioni, partendo dal presupposto che si parla soltanto degli iscritti al registro AIRE, gli italiani residenti all’estero hanno superato la quota di 5 milioni di unità. Ci sono altri numeri importanti che devono essere sottolineati, come quello relativo all’incremento della percentuale di chi emigra, aumentata dell’82% negli ultimi 16 anni. 

In pratica, il 9% degli italiani oggi vive stabilmente all’estero e si tratta di una risorsa preziosa. Infatti, se da un lato la cosiddetta fuga dei cervelli causa un danno, dall’altro permette di avere una presenza massiccia in terra straniera, il che aumenta il valore del modello tricolore. 

Naturalmente si va all’estero per mille motivi diversi: non si parte solo per lavoro, ma anche per cambiare stile di vita, per crescere la propria famiglia o per crearne una nuova (dunque per motivi sentimentali). Ma quali sono i passaggi da compiere per poter mettere in atto questo importante cambiamento? Li scopriremo nel prossimo paragrafo.

I passaggi da compiere per lavorare all’estero

Per prima cosa, è necessario valutare le proprie competenze. Questo è un passo fondamentale, perché consentirà di sapere con esattezza verso quale mercato professionale rivolgersi. Una volta definito questo step, conviene iniziare a cercare lavoro sin da quando si è ancora in Italia, per potersi trasferire contando su una certezza. 

due colleghi seduti fianco a fianco

Naturalmente è molto importante creare un curriculum vitae in inglese attraverso una delle piattaforme presenti sul web, magari accompagnato da una lettera di presentazione, in modo tale da potersi proporre per i diversi annunci di lavoro delle aziende. Per quel che riguarda il colloquio, oramai lo si fa spesso tramite i software di videoconferenza; quindi, lo si può sostenere anche dall’Italia senza problemi.

Ovviamente bisogna calcolare la possibile retribuzione e utilizzare queste cifre per verificare se si potranno coprire le spese da expat, cioè quando si andrà a vivere in una determinata città straniera. 

Inoltre, ci si deve occupare anche degli aspetti amministrativi. A questo proposito, si consiglia di ingaggiare un professionista per valutare attentamente la situazione, così da sapere quali passaggi burocratici sono necessari per il trasferimento e quali documenti servono. Infatti, questi potrebbero essere diversi a seconda del Paese in cui si vuole andare a lavorare: ad esempio, partire per ragioni professionali negli Stati Uniti richiederà una documentazione diversa rispetto ai Paesi membri dell’Unione Europa.

Ci sono altri aspetti correlati al trasferimento che bisogna curare, come il trasloco, che può diventare un impegno abbastanza fastidioso e ricco di tensione e di stress. Infine, si suggerisce di studiare la lingua ufficiale del paese scelto, formandosi tramite un corso professionale e facendo pratica.

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Redazione

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