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Lavoro

“Mi parli di lei”. Un’altra domanda a cui fare attenzione durante un colloquio

Proseguiamo con il nostro percorso tra le domande di colloquio. Il colloquio è come un esame importante, bisogna prepararsi e, pertanto, chi ha intenzione di superarlo brillantemente deve studiare. In questo articolo cercherò di aiutarti a superare questo esame. 

“Mi parli di lei”. Questa domanda che sembra banale in realtà richiede la preparazione di un discorso, poiché il nostro interlocutore vuole entrare più in connessione con i tuoi schemi di ragionamento e capire con quale prontezza costruirai una risposta.  Spesso questa domanda funge un po’ da “bussola” in tutto il colloquio, aprendo ad altri potenziali discorsi legati, ad esempio, a precedenti esperienze e ai tuoi obiettivi professionali. 

Sfruttiamo a nostro vantaggio la domanda aperta “Mi parli di lei” per valorizzare tutti quegli aspetti che non sempre sono intuibili da una prima lettura del curriculum e che possono rappresentare un valore aggiunto alla nostra candidatura. Oltre al contenuto prestiamo attenzione anche alla forma: stimoliamo la curiosità e l’attenzione del selezionatore, evitando di procedere con un elenco sterile dei ruoli ricoperti, ma dando ritmo e movimento al nostro racconto. 

Quando vi presentate ricordate di non essere prolissi ma siate concisi e focalizzati, non ripetitivi sia nelle parole che nei concetti. Perdersi in tanti dettagli annoierà chi vi ascoltando e questo potrebbe a fargli perdere facilmente l’attenzione. Non dobbiamo parlare della nostra vita ma condividere informazioni pertinenti. Principalmente dobbiamo fissare gli obiettivi che vogliamo condividere con il nostro selezionatore, cosa vogliamo che capisca in pochi minuti di noi.

persona che riflette guardando verso l'alto

Per non sbagliare vi consiglio di fissarvi dei punti fondamentale che poi andrete a sviluppare, nei quattro punti il selezionatore deve ritrovare gli obiettivi che potrete intuire rileggendo attentamente l’annuncio / guardando il sito dell’azienda per cui vi state candidando.

  • Adatta la risposta al contesto in cui ti trovi. Parla anche delle tue aspirazioni e del perché hai deciso di candidarti proprio per un ruolo in quell’azienda quindi studia l’annuncio e il sito dell’azienda per cui ti candidi
  • Sii professionale e positivo: valorizza i tuoi punti forti senza timore. Usa positività e ottimismo per coinvolgere il tuo interlocutore e non parlare male dei tuoi vecchi datori di lavoro
  • Mostra la tua passione e la tua motivazione. I recruiter cercano persone che hanno mansione per il ruolo e il settore e allo stesso tempo una vera motivazione, ricordate ogni cosa che affermate deve essere seguita da un perché.

Il modo più semplice è seguire una scaletta per non perdere ogni passaggio durante la risposta:

  • Parla al presente: introduci con una breve descrizione di quello che fai ora, delle cose più recenti di cui ti sei occupato e, magari, di qualche risultato importante che hai raggiunto
  • Parla del passato: spiega al tuo interlocutore come sei arrivato al tuo ruolo attuale e accenna ad un paio di traguardi o particolari esperienze che ritieni opportuno far sapere a chi hai di fronte, poi cerca di fare in modo di spiegare come queste esperienze possano essere utili per questo incarico
  • Parla del futuro:  spiega al recruiter quali sono le tue ambizioni e cosa ti aspetti di trovare nel tuo nuovo luogo di lavoro

Durante la tua presentazione ricordati di  usare un linguaggio formale e professionale, la  terminologia  dev’essere contestualizzata all’ambito lavorativo, e rapportata solo a situazioni lavorative mai a situazioni personali.

Con queste semplici regole puoi rispondere a questa tanto temuta domanda senza timore e superare brillantemente il tuo colloquio. Leggi anche gli altri articoli sull’argomento qui.

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Diana Mantellassi

Sono laureata in Filosofia e mi sono sempre occupata di Hr con particolare attenzione alle attività di ricerca e selezione del personale ed interventi della valutazione ed orientamento professionale con le tecniche di analisi dei fabbisogni professionali e sono stata inoltre responsabile del progetto di organizzazione relativo alle politiche attive del lavoro. Da qualche anno mi dedico alla formazione nell'ambito delle risorse umane e delle soft skills.

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