fbpx
Lavoro

Pregi e difetti. Domande durante un colloquio di lavoro.

Qual è il tuo punto di forza più grande? Quali sono le tue debolezze?
Mi dica tre pregi e tre difetti.”
Chi di noi non si è sentito fare queste domande sui pregi e difetti durante un colloquio di lavoro? Sembra quasi che oramai siano un must. Qualsiasi datore di lavoro o addetto alle risorse umane rivolge queste domande a un probabile candidato.

Nel rispondere a queste domande non sono importanti solo le cose che diciamo, ma anche il modo in cui le comunichiamo. In poche parole, attraverso il nostro linguaggio del corpo possiamo comunicare diverse nostre caratteristiche. Pensate a quando crediamo di mostrare sicurezza e invece grondiamo sudore. Di certo non daremo l’immagine di una persona rilassata al nostro interlocutore!

Pubblicità

Infatti, molto probabilmente il recruiter neanche si ricorderà il particolare punto di forza o di debolezza che menzioniamo, ma si ricorderà di come abbiamo gestito le domande. Vi rimandiamo a questo articolo per avere una lista completa delle domande più usate nei colloqui.

Ad ogni modo bisogna sempre ricordarsi che non esiste una risposta perfetta per ogni evenienza. Ogni colloquio di lavoro è diverso dall’altro, così come ogni intervistatore è una persona unica e differente dalle altre.

Tuttavia, per fare colpo sull’intervistatore, ci sono alcune strategie che si possono acquisire. Ecco le migliori. 

Onestà nel mostrare pregi/difetti al colloquio

Principalmente siate onesti, mostrate di avere consapevolezza nelle vostre risposte essendo consapevoli anche delle proprie debolezze. Mostrare in modo trasparente pregi e difetti durante un colloquio potrà colpire positivamente l’addetto all’assunzione. 

stretta di mano durante un colloquio

Colloquio di lavoro pregi e difetti: mostrare quello di cui si parla con un esempio concreto 

Confermate quello che dite con un esempio concreto. Raccontando un episodio vissuto il recruiter avrà conferma di quello che state dicendo e ciò vi porterà ad essere sicuramente più convincenti. Inoltre, vi mostrerete anche amichevoli e intraprendenti, pronti a fare conversazione senza farvi prendere dallo stress del momento. 

Attenzione alle risposte date

Le risposte devono essere brevi ma coerenti con la richiesta; non perdetevi a raccontare dettagli irrilevanti, cose che non servono al recruiter per valutarvi ma che rischiano, invece, solo di confonderlo. Inoltre, ricordate di enfatizzare ciò che volete che l’intervistatore ricordi. Naturalmente, anche in quest’ultimo caso dovete avere equilibrio, altrimenti rischiate di diventare troppo teatrali. 

Mostrare sicurezza al colloquio, senza eccedere con l’arroganza

Comunicate sempre con sicurezza: le incertezze fanno pensare che si stia inventando la risposta. Come detto in precedenza, il linguaggio del corpo è fondamentale per fare una buona impressione con il recruiter. Questa potrebbe essere una sfida per gli introversi. Tuttavia, sconfiggere la timidezza è possibile ed è fondamentale quando si deve affrontare un nuovo colloquio. Inoltre, non bisogna eccedere neanche con la sicurezza, altrimenti potreste sembrare arroganti agli occhi dell’intervistatore.

Pregi e difetti al colloquio: come comportarsi al riguardo? 

Non sono pochi colori che si chiedono come esporre pregi e difetti al colloquio. Come menzionato in precedenza, sempre più recruiters chiedono di esporre sia pregi che difetti ai candidati intervistati. 

Pubblicità

Ebbene, quando parlate di un difetto ricordate di trasformarlo sempre in positivo. Allo stesso tempo, quando menzionate i vostri pregi, attenzione a non esagerare. Ricordate di mantenere il sangue freddo ed essere sempre professionali. 

Quali sono tre pregi e tre difetti da menzionare strategicamente a un colloquio? Ecco tutto quello che dovete sapere al riguardo. 

Tre Pregi e tre difetti colloquio: ecco alcuni esempi

Il confine tra pregi e difetti non è così netto, e alcuni punti di forza, se portati all’estremo, diventano delle debolezze. Bisogna quindi fare l’opposto e trarre invece ciò che c’è di buono nei nostri lati peggiori.

Quali difetti o debolezze posso dire e come, ecco alcuni esempi.

Tre difetti costruttivi da esporre al colloquio

Forse qualcuno non conosce quale sia la definizione di difetto costruttivo. Ebbene, si tratta di una caratteristica dalla connotazione negativa, ma che può essere sfruttata per migliorare e crescere professionalmente. Dunque, mostrare consapevolezza ed elencare tre difetti costruttivi a un colloquio può essere una mossa astuta che denota maturità e cognizione delle abilità personali. Ecco quelli che sono tre ottimi esempi di difetti costruttivi da indicare in fase di colloquio. 

TESTARDO: ”è un mio punto di debolezza, ma più che testardo mi considero una persona caparbia. Nella vita quando ho desiderato ottenere un risultato sono riuscito ad ottenerlo superando le difficoltà che ho incontrato”

CRITICO: ”sono una persona analitica, mi piace verificare tutti gli aspetti in una situazione, ma so che non sempre a tutti può piacere. Ciononostante questo mi permette spesso di prevenire problematiche” 

LOGORROICO: ”mi piace esprimere le mie idee e questo mi permette di socializzare facilmente. Ciò diventa però un difetto quando mi trovo in contesti in cui è meglio ridurre le discussioni: non che non lo sappia fare, ma a volte mi risulta difficile. Sto trovando un equilibrio però, ascoltando di più e parlando di meno”. 

Altri tre difetti al colloquio che possono impressionare l’intervistatore

Ci sono altri tre difetti al colloquio che possono essere menzionati. Tuttavia, anche in questo caso dovete ricordare di usare cautela. Solo con una buona spiegazione potrete impressionare l’intervistatore. In caso contrario, potreste fare una brutta figura. Nel dettaglio, i difetti che si possono menzionare sono i seguenti. 

INTROVERSO: ”trovarmi bene con me stesso mi porta a faticare nel confrontarmi con gli altri, portandomi a non legare subito con i colleghi; ma ho imparato, giorno dopo giorno, ad uscire dalla mia zona di comfort.”

SENSIBILE:  “ragiono più col cuore che con la testa, e questo a volte non mi ha fatto ragionare in maniera totalmente lucida. Ho deciso quindi di affrontare questa problematica ragionando su tutti gli aspetti in una situazione e sulle conseguenze. 

ANSIOSO: “quando mi trovo davanti ad una situazione nuova posso entrare in ansia. Pertanto ho imparato ad affrontare le situazioni come una sfida e cerco di preparami maggiormente. Ad esempio mi ricordo che, a una riunione che dovevo preparare, mi sono studiato il discorso per non tralasciare particolari e sentirmi più sicuro”

Quale strategia usare quando si espongono difetti al colloquio?

È importante quindi dire un difetto ma far sempre capire che ne siamo consapevoli e stiamo cercando di superarlo e, anche se fa ancora parte di noi, lo stiamo affrontando giorno dopo giorno.

Solo in questo modo si potranno trasformare i propri difetti in punti di forza durante il colloquio. Inoltre, è bene ricordare che in questo modo si mostrerà ancora una volta sincerità assoluta. Le persone sincere sono rare da trovare al giorno d’oggi, dunque questo potrebbe essere un eccezionale punto a favore della vostra candidatura. 

Pregi da mostrare al colloquio: anche qui è bene fare attenzione 

Per quanto riguarda i pregi, il margine di risposta è sicuramente più vasto. Potete fare un’analisi di quelle che sono le vostre caratteristiche e scegliere le più adatte al contesto, ma non esagerare perché potreste sembrare presuntuosi. Ecco qualche esempio pratico.

Tre Pregi da dire a un colloquio

AFFIDABILE: “il mio senso di responsabilità mi ha fatto portare avanti compiti assegnati, guadagnandomi la fiducia dei colleghi…ad esempio quando…”

CREATIVO: “sono una persona che guarda le cose da più punti di vista e questo mi ha portato a risolvere problematiche in maniera non convenzionale, ad esempio quando…”

VERSATILE: “sono aperto al cambiamento. Questa flessibilità mi permette di adattarmi facilmente a diversi contesti”

Altri tre pregi da esporre al colloquio 

Come per i difetti, ci sono altri tre pregi che potete esporre al colloquio. Naturalmente, selezionate i pregi da dire in modo strategico ma onesto. Dunque, esponete i pregi che vi contraddistinguono e vi appartengono.

E se sono meno di tre? Niente paura, l’importante è sempre rimanere onesti. In caso contrario, tentennare non vi farà fare una bella figura, anzi, sembrerete falsi e costruiti agli occhi di un recruiter esperto. Gli altri tre pregi che potete menzionare sono: 

AUTONOMO: ”riesco a gestire il mio lavoro in maniera autonoma creando una metodologia lavorativa che mi permette di arrivare nei tempi previsti al risultato. Ad esempio quando…”

RAZIONALE: “rimango sempre focalizzato, non mi lascio trascinare dagli eventi. Ad esempio quando…”

CURIOSO: “mi piace conoscere sempre cose nuove, non mi accontento di quello che so e questo mi ha aiutatiìo ad esempio per essere sempre aggiornato nel mio lavoro”

È il momento di esercitarsi!

Potrei continuare ancora, elencando pregi e difetti da esporre al colloquio. Tuttavia, ora tocca a voi! Prendete carta e penna e fate questo esercizio: analizzate i vostri pregi e difetti cercando di essere obiettivi e scrivete tutto su un foglio. 

Nella fattispecie, prendete in considerazione tre pregi e tre difetti che vorreste esporre all’intervistatore del vostro prossimo colloquio. Non soffermatevi solo su quelli elencati in questo articolo, andate oltre e siate consapevoli del vostro io professionale. 

Per ogni pregio cercate degli esempi pratici per dimostrare al selezionatore che sono reali. Per ogni difetto, invece, pensate a come trasformarlo in pregio o a che cosa avete fatto per superarlo. 

In questo modo, quando dovrete parlarne durante il colloquio, vi dimostrerete sicuri riguardo a quello che affermate e proattivi nel superare un ostacolo. Inoltre, fare questo auto-esame vi aiuterà a comprendere quali sono i vostri punti di forza e quali sono invece le mancanze da colmare. Fare questo è molto importante perché vi permetterà di contribuire alla crescita professionale facendo tutto da soli. 

E ora… Buon colloquio!

Pubblicità

Diana Mantellassi

Sono laureata in Filosofia e mi sono sempre occupata di Hr con particolare attenzione alle attività di ricerca e selezione del personale ed interventi della valutazione ed orientamento professionale con le tecniche di analisi dei fabbisogni professionali e sono stata inoltre responsabile del progetto di organizzazione relativo alle politiche attive del lavoro. Da qualche anno mi dedico alla formazione nell'ambito delle risorse umane e delle soft skills.

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Back to top button