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Lavoro

Problem solving: una Soft Skill fondamentale

Problem Solving significa letteralmente “risolvere problemi”. Il termine è nato in ambito matematico, si è diffuso negli ultimi anni in riferimento alle abilità e ai processi implicati nell’affrontare problemi di qualsiasi tipo, da quelli pratici a quelli interpersonali o psicologici. È oramai diventata una delle soft skills più richieste nel curriculum e sul posto di lavoro.
Non pensiamo però che il Problem Solving sia un processo interamente razionale e lineare, come una specie di “catena di montaggio del pensiero”. 

Lo scopo del Problem Solving è quello aiutarci a integrare le nostre risorse, sia quelle logiche e critiche ,sia quelle creative indispensabili per arrivare alla soluzione.

Quando ci troviamo di fronte ad un problema, le reazioni immediate sono di

  1. Farsi prendere dal panico;
  2. Trovare una soluzione velocemente;
  3. Cercare qualcuno da incolpare.

Nonostante la seconda opzione possa sembrare la più naturale da seguire, è importante resistere alla tentazione di risolvere immediatamente il problema.

Uno degli errori più comuni che possiamo commettere risiede proprio nel trovare una soluzione immediata, senza  vedere i problemi come opportunità per migliorare i nostri processi, le relazioni e l’esperienza.

Ci sono diverse metodologie di risoluzione, la più dettagliata è quella che  si basa sul metodo sotto esposto.

Problem Solving Strategico in 7 punti

  1. Definire il problema
  2. Concordare l’obiettivo
  3. Valutare le tentate soluzioni
  4. La tecnica del come peggiorare
  5. La tecnica dello scenario oltre il problema
  6. La tattica dei piccoli passi
  7. Aggiustare il tiro progressivamente

Definire il problema da risolvere

Definire il problema è un passo cruciale che richiede di scavare in profondità per identificare cosa sia necessario fare per risolvere il problema in questione, analizzandone e descrivendone tutte le caratteristiche: di cosa si tratta, chi sono i soggetti coinvolti, in quale contesto esso si verifica, in quale momento si manifesta, come funziona.
Einstein una volta ha detto che se avesse avuto un’ora per salvare il mondo avrebbe impiegato 55 minuti per definire il problema e solo 5 minuti per trovare la soluzione. 

Prima di saltare alla soluzione dobbiamo investire tempo ed energia per migliorare la comprensione del problema.

Concordare l’obiettivo 

Si stabilisce quindi tutto ciò che è necessario si verifichi affinchè l’obiettivo fissato possa essere considerato raggiunto.

Quindi come puoi analizzare in modo più approfondito il problema?  Sempre Albert Einstein ha fornito una risposta: “la cosa importante è non smettere mai di fare domande”.

Utilizza il metodo fermati e pensa, agisci e valuta.

Valutare le tentate soluzioni 

Iniziate con analizzare i tentativi fallimentari messi in atto per risolvere il problema.
L’analisi delle soluzioni che non hanno avuto successo è finalizzata ad individuare cosa non fare e ciò che invece potrebbe essere migliorato o modificato per arrivare ad un risultato efficace. Per immaginare scenari diversi tra loro può essere utile usare una tecnica di design thinking.

La tecnica del come peggiorare 

Questo stratagemma prende origine da un’antica saggezza cinese: “se vuoi raddrizzare una cosa, impara prima tutti i modi per torcerla di più”
L’obiettivo è essenzialmente quello di attivare la consapevolezza in merito alle soluzioni che non possono in alcun modo avere successo; la tecnica è finalizzata a suscitare una sorta di avversione verso le possibili azioni fallimentari creando una leva motivazionale forte e produttiva.

La tecnica dello scenario oltre il problema 

Consiste nell’immaginare lo scenario al raggiungimento dell’obiettivo.

L’obiettivo quindi è quello di convincere la nostra mente a immaginare quali sarebbero tutte le caratteristiche della situazione ideale, dopo aver realizzato il cambiamento strategico. Una volta identificato lo scenario ideale si selezionano gli aspetti realizzabili concretamente..

Riunione di lavoro

La tecnica dei piccoli passi

È detta anche “dello scalatore”, consiste nell’impostare il lavoro iniziale di risoluzione del problema sugli interventi più piccoli e semplici da realizzare.

La tecnica prende il nome da ciò che fanno le guide alpine esperte per progettare la scalata di una montagna. Invece che partire dalla base della montagna, nello studio del percorso da seguire prendono avvio dalla vetta e andando a ritroso tracciano la rotta e le tappe fino all’attacco.

In questo modo il percorso viene suddiviso in una serie di stadi, si fraziona quindi l’obiettivo finale in una serie di micro-obiettivi. Una volta suddivise le tappe, si va al punto di partenza e si inizia con il primo piccolo passo fino ad arrivare alla vetta.

Aggiustare il tiro per risolvere il problema 

È una strategia da adottare soprattutto quando la problematica è caratterizzata da una complessità tale da richiedere un insieme di soluzioni. La tecnica suggerisce di procedere un passo alla volta, ovvero di affrontare prima le difficoltà più semplici e via via procedere con quelle più complesse.
Ogni errore che commettiamo ci aiuta ancora di più a comprendere il problema, ci allontana dalla strada sbagliata indirizzandoci verso quella più corretta.

Provate questo metodo sicuramente vi aiuterà ad analizzare quello che vi sta accadendo in maniera molto diversa perché come diceva Voltaire

“Nessun problema può resistere all’assalto di una riflessione approfondita”

Voltaire
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Diana Mantellassi

Sono laureata in Filosofia e mi sono sempre occupata di Hr con particolare attenzione alle attività di ricerca e selezione del personale ed interventi della valutazione ed orientamento professionale con le tecniche di analisi dei fabbisogni professionali e sono stata inoltre responsabile del progetto di organizzazione relativo alle politiche attive del lavoro. Da qualche anno mi dedico alla formazione nell'ambito delle risorse umane e delle soft skills.

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