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Lavoro

Recruiter e candidati: “SCRIPTA MANENT, VIDEO SPOT!”

I nuovi trend della selezione invitano le aziende, nella progettazione delle strategie di employer branding e attraction, a far leva su due asset di fondamentale importanza: la competenza e la predisposizione a imparare dei candidati.

La candidate experience diventa fondamentale, un’occasione per mettersi alla prova e capire, anche in caso di esito non positivo dell’iter di selezione, come esprimere con maggiore efficacia il proprio valore aggiunto.
Questo percorso prende il nome di candidate branding, branca molto attuale del personal branding, che si può considerare come uno specifico ramo orientato alla ricerca attiva del lavoro. 
Manuel Heichlinger – Senior Manager Talent Acquisition EMEA – Linkedin, descrive la candidate experience come il modo in cui il candidato percepisce e reagisce alle fasi di recruitment e selezione. Evidenzia, inoltre, come le implicazioni di una cattiva candidate experience vadano a colpire la percezione del brand. La candidate experience ha avvio con il primo contatto tra il candidato e l’azienda, che sia tramite telefono o via email, ed è un momento di interazione fondamentale, perché contribuisce a dare forma alla percezione che il candidato ha dell’azienda.

È importante, infatti, tener conto che l’esperienza non finisce mai realmente, anche qualora il candidato non dovesse ottenere il lavoro: un candidato respinto è pur sempre un candidato, che, potenzialmente, potrebbe essere considerato in futuro per un posto vacante ma, soprattutto, un cliente che potrebbe scegliere l’azienda che lo sta selezionando e potrebbe andare dal competitor.

In questo scenario, dunque, ricopre un ruolo fondamentale la contaminazione e l’interazione tra le hr e il dipartimento di marketing e comunicazione, che devono lavorare in sinergia in ottica di una crescita futura.

Un’app per trovare lavoro attraverso la creazione di video

Da recruiter, consapevole dell’importanza della formazione continua per essere competente nel mio ruolo, ho accolto con grande interesse l’occasione di confrontarmi con 60REC e sono rimasta colpita dall’entusiasmo che contraddistingue questi ragazzi giovani, che hanno intercettato e captato la complessità che contraddistingue la domanda e l’offerta di lavoro oggi e hanno deciso di rendere fruibile uno strumento in grado di valorizzare il percorso di ogni candidato.
Questa startup emiliana ha creato la propria value proposition partendo da un tema, a mio parere, di notevole rilevanza: l’importanza di saper ragionare sulla proposta di lavoro sia lato azienda che candidato, sfruttando gli strumenti che contraddistinguono il candidate branding. Così, l’utilizzo del video diventa potentissimo, complice anche il 2020 che ha sdoganato questo tema, essendo i video on demand o le videochat spesso e volentieri l’unico modo per portare avanti il proprio lavoro. 60REC ha così sviluppato uno strumento per la rapida registrazione, condivisione e gestione di brevi video presentazioni di candidatura. 

Alcune statistiche sulla selezione del personale

Ho partecipato a una survey che ha visto un buon campione di Specialisti di Talent Acquisition, Recruiter sia junior che experienced al fine di restituire un’interessante panoramica sul settore della selezione di personale in Italia. Da questa survey, è emerso che la maggior parte degli intervistati durante il primo contatto con il candidato si pone l’obiettivo di valutare la motivazione e le soft skills e il 48 % vorrebbe migliorare nella propria azienda l’esperienza del candidato.

Ho subito riflettuto sul fatto che, spesso, noto nei miei candidati un iniziale timore ad esporsi, probabilmente dovuto dal fatto che durante tutto il percorso universitario si siano misurati su banchi di prova finalizzati a testare le competenze tecniche, le conoscenze anziché la consapevolezza delle proprie attitudini. Ma, oggi, come emerso nella survey, ogni iter per qualsiasi azienda e posizione prevede prove attitudinali, che ricoprono un ruolo fondamentale nello stabilire l’idoneità di un candidato alla posizione ricercata.

La video presentazione, con il supporto di 60REC, dura, per l’appunto, 60 secondi e deve essere considerata come un “reminder”, una sorta di trailer del proprio profilo, delle motivazioni della propria candidatura, della propria proposta di valore, un approfondimento sull’esperienza lavorativa pregressa  che deve essere in grado di invogliare il recruiter ad approfondire la conoscenza.

Ai miei candidati più “timorosi” consiglio sempre di approfondire il concetto dell’elevator pitch: se foste in ascensore con il CEO dell’azienda X che, sia per tipologia di business che per industry di riferimento, è quella dei vostri sogni, cosa direste? Cosa vorreste trasmettere? A livello – anche non verbale – come vi porreste? 

ragazza seduta su uno sgabello

Non vi è una risposta giusta o sbagliata a questi interrogativi.
La risposta, forse per la prima volta nel lungo percorso liceale e universitario, è realmente libera: dimostra la capacità di confronto, il pensiero creativo e la motivazione del candidato.

Sempre nel riflettere su come presentarsi nella video presentazione, è importante essere pronti a spiegare il proprio DNA digitale. Partendo dal concetto che ognuno di noi oggi ha, ovviamente, padronanza e conoscenza del mondo digital, che è il nostro pane quotidiano, è interessante, dunque, chiedersi cosa ci appassiona del mondo digital. Questo esercizio è molto utile in vista del colloquio di lavoro: qualsiasi azienda per cui ci si sta proponendo è un’azienda che promuove il digitale e sta pensando in modo strategico a come renderlo parte integrante del proprio DNA.

Due eventi da non perdere se cerchi lavoro

A questo proposito, 60REC si è fatta promotrice di un career day “The Digitals” un evento full digital, che punta sul Candidate Brandingi candidati, grazie alla video presentazione potranno dare voce alle proprie abilità, dimostrare competenze tecniche e relazionali, valorizzare il proprio percorso professionale e lanciare messaggi personalizzati alle aziende

Non a caso, il motto dell’evento è Un minuto per presentare le tue skills. Un colloquio per farti assumere! Avrà inizio il 7 aprile, per chi fosse interessato, il link è https://thedigitals.it/.

Per concludere, un altro evento di particolare interesse che vi consiglio di seguire sarà il webinar incentrato sulla video cover letter che 60REC terrà il 23 marzo alle ore 15 all’interno di un ciclo di Career Webinar dell’ufficio JOB Placement dell’Università Europea di Roma.
Potrete trovare il link per connettervi all’aula virtuale sui canali social: Instagram “UerCareer”, Facebook “UER Orientamento  & Job Placement”.

L’Università Europea di Roma, ben consapevole delle difficoltà dei neolaureati ad entrare nel mondo del lavoro, accompagna i propri studenti durante tutto l’intero percorso con una formazione di alto livello, erogata dal Job Placement e dai professori, su come valorizzare le proprie esperienze, essere consapevoli dei propri punti di forza e di debolezza e come migliorare costantemente. Questi aspetti sono un mix perfetto per il temuto ingresso nel mondo del lavoro…esperienza personale di una ex-studentessa, che prova, collezionando sia successi che insuccessi, ogni giorno a relazionarsi con il mondo del lavoro con una mentalità flessibile e aperta al cambiamento 😉

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Diana Musacchio

Da dottoressa in Psicologia del Lavoro, affermo che valorizzare il capitale umano e aiutare il singolo a esprimere al meglio il proprio potenziale sia la cosa più bella e importante che io possa fare con gli strumenti che ho a disposizione. Credo fortemente nella formazione continua per rispondere con efficacia e tempismo ai cambiamenti che caratterizzano il mondo del lavoro. Sono una recruiter e cerco sempre di selezionare il candidato più in linea sia dal punto di vista hard che soft con la posizione, orientandolo e delineando con lui il suo progetto professionale. Ho lavorato in una onlus che, tramite career centre, aiuta le donne a mappare le proprie competenze, le guida nelle ricerca attiva del lavoro più in linea con il loro background e le accompagna durante le fasi selettive con un programma di mentoring. Mi considero una persona proattiva ed esuberante, fare il lavoro che amo mi aiuta a canalizzare l'energia in modo positivo, avendo sempre nuovi stimoli e cercando di cogliere anche le opportunità che si creano confrontandosi con gli altri. D'altronde come dice Henry Ford "Con l'entusiasmo ci sono le realizzazioni, senza solo alibi".

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