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Lavoro

Smartworking e telelavoro: gemelli diversi!

Smartworking e telelavoro, sono spesso usati erroneamente come sinonimi, quasi come se il secondo fosse la traduzione italiana del primo, in realtà non è cosi!

Il termine smart-working può essere tradotto in italiano come “lavoro agile” e le differenze tra questo e il telelavoro, riguardano principalmente gli orari e le modalità di svolgimento dell’attività lavorativa.

I riferimenti normativi su smartworking e telelavoro

Per smart working, intendiamo una modalità lavorativa di rapporto di lavoro subordinato in cui c’è un’assenza di vincoli a livello di orario e di spazio.

L’organizzazione avviene per obiettivi ed è stabilita con un accordo tra dipendente e datore di lavoro. Il termine “smart” si riferisce all’obiettivo di migliorare la produttività e l’efficacia del lavoratore grazie alla buona conciliazione famiglia e lavoro. La flessibilità e la volontarietà delle parti che sottoscrivono condividono tale modalità lavorativa sono due punti cardine di tale pratica.

mani che scrivono al computer

Un requisito comune anche nella pratica del telelavoro sta nell’utilizzo di mezzi adatti a svolgere parte del lavoro anche in altri luoghi diversi dalla sede ordinaria; ciò è possibile solamente con strumenti che permettono di lavorare da remoto. Gli aspetti specifici che regolano la pratica dello smart-working sono contenuti negli articoli 18-24 della legge 81/2017.

Alcuni aspetti importanti sono:

-la responsabilità del datore di lavoro sulla sicurezza del lavoratore;

-a parità di trattamento economico e normativo tra chi lavora in modalità agile e chi svolge le sue mansioni all’interno dell’azienda;

-il potere di controllo del datore di lavoro sulla prestazione resa dal lavoratore.

La differenza principale tra lavoro agile e telelavoro è che in quest’ultimo il lavoratore ha una postazione fissa che però si trova in un luogo diverso da quello dell’azienda; gli orari sono più rigidi e, di norma, ricalcano quelli stabiliti per il personale che svolge le stesse mansioni all’interno della sede principale. Anche in questo caso si ravvisa la necessità di definire un accordo scritto delle parti, lavoratore e datore di lavoro, per mettere nero su bianco gli accordi presi.

Emergenza coronavirus: smart-working e telelavoro

Tra i punti di contatto tra smartworking e telelavoro c’è sicuramente l’utilizzo delle tecnologie che rendono possibile il lavoro da remoto e l’utilizzo della connessione ad internet. Tra i vantaggi dello smart working e del telelavoro c’è quello della limitazione degli spostamenti, spesso collegati ad inquinamento e traffico; sia lo smartworking che il telelavoro, sono oggetto di maggiore attenzione nell’ultimo periodo perché consentono di limitare al massimo il contagio da coronavirus, permettendo di non sospendere l’attività lavorativa.  I vari provvedimenti governativi, susseguitesi nel 2020, per fronteggiare l’emergenza hanno mirato a favorire l’utilizzo del lavoro agile.

È pur vero che il lavoro agile propriamente inteso, è ben diverso da quanto abbiamo potuto sperimentare in questi mesi, dove a causa dell’emergenza Covid è stato previsto l’accesso allo smart working a prescindere dall’accordo individuale tra datore di lavoro e lavoratore. Questo aspetto comporterà inevitabilmente, una rivisitazione degli accordi di lavoro, una volta cessata la situazione emergenziale, che veda una vera condivisione di obiettivi e priorità tra le parti in causa; nulla vieterà in futuro di applicare tale modalità lavorativa in moltissime realtà.

In conclusione, la L. n. 81/2017 presuppone che quando lo stato di emergenza cesserà si rivelerà impellente un intervento riformatore del legislatore che sappia predisporre a favore delle imprese uno strumento concretamente accessibile in grado di assicurare sul lungo periodo importanti vantaggi già sperimentati nel corso dell’emergenza.

Lo smartworking ha mostrato un lato del lavoro poco conosciuto in Italia, che permetterà in futuro, di rivedere i contratti di lavoro e rivoluzionare il mondo delle risorse umane.

Le distanze spaziali diventano inesistenti, cosi da poter partecipare a colloqui di lavoro in diversi luoghi, non solo vicino a noi!

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Erika Del Pomo

Classe 1991, laziale di nascita, marchigiana di adozione, mi laureo alla triennale in Sociologia e servizio sociale presso l’università degli Studi di Urbino Carlo Bo, per poi proseguire gli studi in Organizzazione e gestione dei servizi sociali all’Università Politecnica delle Marche. Dinamica, pro-attiva ed intraprendente, dopo la laurea magistrale inizio a collaborare come tutor per corsi di formazione a distanza e social media manager con Assistente sociale privato, ma la mia formazione non si è mai conclusa. Dopo un corso in Life&empowerment coaching capisco che questa è la mia strada ed inizio a concentrare le mie energie in questa direzione; dopo un master in Gestione delle risorse umane prende forma il mio progetto professionale “YOU lo spazio dedicato a te”. Ad oggi sono una Life&career coach specializzata in orientamento personale, professionale e scolastico; sostengo le persone nel loro cammino, perché anche io, in passato, ho avuto bisogno di una “bussola” che mi indicasse la strada. Amo descrivermi come “ un lavoro in corso” perché ogni giorno, è il giorno giusto per migliorare, sia personalmente, che professionalmente.

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