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Lavoro

Stress da lavoro: cos’è e come combatterlo?

Nell’ultimo periodo si sente sempre più spesso parlare di stress da lavoro. In effetti, a causa delle condizioni particolari dell’ultimo periodo, molti professionisti hanno dovuto recuperare mesi e mesi di lavoro in poco tempo. 

Di conseguenza, la mole di lavoro è aumentata a dismisura e alcuni si sono trovati senza energie fisiche e psicologiche. Ad ogni modo, lo stress da lavoro può verificarsi in svariate situazioni, anche in un clima di apparente normalità

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Ma cos’è lo stress da lavoro, come riconoscerlo e soprattutto come combatterlo? Ecco tutto quello che devi sapere in merito a questo argomento. 

Stress da lavoro: cos’è? 

Come prima cosa, bisogna capire cosa si intende quando si parla di questo particolare stress. Solitamente, in medicina del lavoro si riferisce a questa condizione come stress da lavoro correlato. In pratica, si tratta di uno stato di salute malsano del lavoratore, che avverte come le proprie capacità non sono abbastanza se commisurate alla tipologia di lavoro che deve svolgere. 

Per questa ragione, il lavoratore potrebbe avvertire una sorta di blocco psicologico, evento che lo spinge ad avere uno squilibrio non solo nella sua routine lavorativa ma in ogni momento della sua giornata. 

Attenzione, è bene specificare una cosa. Questa è una condizione seria e deve essere considerata come tale. Assumere un atteggiamento passivo o superficiale qualora si dovessero avvertire i primi sintomi può portare a gravi conseguenze

Quali sono i sintomi dello stress da lavoro correlato?

Lo stress da lavoro correlato non è una cosa che deve essere sottovalutata. Ma quali sono i sintomi di tale condizione avversa? Se ne possono avvertire diversi. 

A livello organico possono comparire cefalee, tensione muscolare, mal di stomaco, stanchezza improvvisa e nei casi più gravi anche tachicardia. 

A livello psicologico invece, possono esserci disturbi del comportamento, forte depressione, stati d’ansia e disturbi alimentari. 

Infine, per quanto riguarda il livello sociale, si possono avvertire condizioni come isolamento, forte irritabilità e una tendente aggressività. 

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Ma come si articola lo stress del lavoro? Generalmente, chi soffre di questa condizione affronta tre fasi distinte e separate tra loro. 

La prima fase viene detta la fase di allarme. Durante questo primo momento, il soggetto avverte una certa distanza tra le proprie capacità e il lavoro che gli viene richiesto. Come conseguenza si sente disperso e inadatto a soddisfare le esigenze lavorative. Ad ogni modo, l’individuo può ricorrere alle proprie capacità per adattarsi alla situazione. In questa fase si possono avvertire i primi sintomi, specialmente a livello sociale e psicologico. 

La seconda fase viene chiamata della resistenza. Durante questa fase, la capacità di adattarsi del lavoratore prevale e lo stress non riesce a “sfondare” per così dire la barriera di protezione dell’individuo. Durante questa fase può esserci un apparente assestamento con una conseguente falsa normalità della routine lavorativa. 

Infine, c’è la fase dell’esaurimento. In questa fase il lavoratore raggiunge il burnout, con una completa caduta delle proprie difese e la comparsa di sintomi acuti sotto ogni punto di vista. Raggiunta questa fase, bisogna avere sotto controllo l’individuo e rivolgersi ad un professionista del settore per evitare situazioni pericolose. 

Da cosa è causata la sindrome burnout? 

uomo con le mani sul viso mentre è in ufficio

Come detto in quest’articolo, il burnout può essere causato da un elevato stress lavorativo. Tuttavia, possono esserci diverse cause che possono aggravare la situazione. In particolar modo, si possono distinguere cause interne ed esterne

Tra le cause interne possono esserci delle elevate pretese di sé stessi, il perfezionismo, aspettative eccessive, un impegno eccessivo e fuori luogo, difficoltà nel rifiutare incarichi lavorativi e dubbi sulle prestazioni professionali. 

Tra le cause esterne invece, ci sono fattori come mobbing, pressioni eccessive, tempi lavorativi stretti, ingiustizie e sovraccarico. 

A volte, sia cause esterne che interne si sovrappongono, facendo vivere un vero inferno al lavoratore. 

Quali sono i posti di lavoro più stressanti? 

Rispondere a questa domanda è praticamente impossibile. Non c’è un metro di misura per stabilire quale posiziona lavorativa può favorire la nascita della sindrome di burnout in un lavoratore. 

Come hai potuto vedere, le cause esterne e interne sono riscontrabili ovunque. Dunque, questo significa che qualsiasi lavoratore potrebbe essere soggetto a stress lavorativo. Quindi, è importante non considerarsi “invincibili” o intoccabili, ma bisogna avere la consapevolezza che questa condizione potrebbe colpire qualsiasi professionista. 

Come prevenire lo stress da lavoro correlato? 

Ci sono alcune misure che possono essere attuate per prevenire che questa condizione avversa colpisca la propria persona. Si tratta di esercizi psicologici e sane abitudini che una volta sviluppate possono costituire una forte protezione dallo stress. 

Come prima cosa, è fondamentale alimentare l’auto-accettazione. Bisogna conoscere quelli che sono i propri limiti e le proprie capacità. In questo modo, si accetterà soltanto il carico di lavoro che si può sostenere, non andando in sovraccarico. 

Inoltre, è necessario soddisfare quelli che sono i bisogni fondamentali. Questo significa seguire una buona alimentazione e prendersi una pausa di tanto in tanto, svagandosi ma senza divagare troppo. In più, nel tempo libero non si dovrebbe pensare al lavoro, ma si dovrebbe staccare totalmente. 

Può essere molto utile anche ridurre le aspettative e aumentare la flessibilità sul lavoro. Questo può essere utile stabilendo dei tempi precisi nei quali compiere le proprie mansioni. Sotto questo punto di vista, può essere molto utile la tecnica del pomodoro, che sia professionisti sia studenti hanno trovato molto utile. 

Infine, anche fare esercizio fisico rilassante, come stretching e yoga,  può aiutare a placare lo stress e ristabilire la propria pace interiore.

Come curare la sindrome da burnout? 

Che dire però, se ci si rende conto che si soffre della sindrome burnout? In questo caso, bisogna agire prontamente. Non occorre abbattersi, con i giusti passi è possibile uscire da questo incubo e recuperare energie fisiche e psicologiche. 

In primo luogo, è bene chiedere subito aiuto ad uno specialista. Grazie ad un professionista, è possibile scendere a patti con sé stessi e riuscire ad uscire da questa condizione dannosa. 

In casi del genere possono fare miracoli la psicoanalisi, le terapie di gruppo e anche le terapie comportamentali.

Allo stesso tempo, può essere appropriato prendersi un periodo di pausa dal lavoro. Durante questo periodo comunque, è importante cercare di rilassarsi e recuperare le energie. 

Infine, se i sintomi sono gravi e in stato avanzato, la cosa giusta da fare potrebbe essere una terapia medicamentosa con effetto immediato. Ad ogni modo, come detto in precedenza, non occorre spaventarsi, in quanto il burnout e lo stress da lavoro possono essere combattuti e vinti!

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Redazione

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