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Lavoro

Superare la paura di rispondere alle domande di un colloquio di lavoro

Una serie di consigli e piccoli trucchi per non essere spiazzati di fronte alle domande di un colloquio di lavoro, per affrontarlo senza pensieri. 

Per tutti coloro che sono alla ricerca di lavoro e che inoltrano le proprie candidature, uno degli step più difficili è, paradossalmente, proprio il colloquio. Quando il telefono suona, si fissa l’appuntamento e ci si prepara all’incontro. 

Come arrivare a questo momento saliente senza panico e senza paura per le “famigerate” domande del colloquio

Ecco alcuni consigli e una piccola guida delle situazioni più frequenti. 

Affrontare un colloquio di lavoro: le domande ricorrenti e la struttura

Per entrare ancora di più nei meandri del mondo dei “colloqui di lavoro”, o interview, come spesso si sente nominare, bisogna avere a mente che il colloquio, in realtà, è una vera e propria intervista con i riflettori puntati su di te! Il recruiter o il responsabile dell’azienda sarà concentrato su di te e ti porrà delle domande per conoscerti meglio, spesso, in un incontro unico. 

Alcune domande, però, sono standard per tutti i colloqui e hanno una vera e propria struttura. Il metodo migliore è carpire qualche segreto e trovare la risposta più adatta! 

Spesso i colloqui iniziano con una presentazione libera del candidato, quindi si inizia “rompendo il ghiaccio”, spesso con un “Parlaci di te” e già qui possono esserci le prime criticità: “Come organizzare le idee?” 

due ragazze sedute che parlano

Il segreto è essere pronti, non tentennare e prepararsi un piccolo discorso introduttivo. In questo “speech” può essere utile focalizzarsi su di sé, sulla propria carriera, sugli aspetti più utili per l’offerta di lavoro per la quale ci si è candidati, in modo da non essere impreparati davanti al recruiter. 

A volte una delle domande dei colloqui di lavoro più “difficili” è anche quella dell’elenco di 3 difetti e 3 pregi che spesso mette in crisi. Uno dei consigli da seguire è quello di carpire quante più informazioni possibili sull’azienda e sulla posizione per la quale ci si sta candidando in modo da poter individuare con facilità i punti di forza che possono essere importanti per questo lavoro. 

Essenziale è la sincerità, non bisogna comunque mai snaturarsi o fingersi chi non si è. Per rispondere in maniera completa alla domanda, anche l’individuazione dei punti di “debolezza” è fondamentale, infatti, è importante mostrare sempre un “lato umano” o delle caratteristiche peculiari che possono essere anche punti di forza, sebbene sembrino “difetti”. 

Affrontare un colloquio di lavoro: la storia lavorativa 

Un altro punto fondamentale di un colloquio è quello del racconto della propria storia lavorativa mettendo in evidenza le esperienze salienti e senza perdersi in digressioni non utili allo scopo. Nella narrazione è bene partire sempre dall’esperienza lavorativa più recente e trovare sempre un punto di contatto con l’opportunità lavorativa per la quale ci si è candidati.

Durante il colloquio-intervista il recruiter cercherà di sondare in maniera più profonda la tua vita professionale, le esperienze, successi, decisioni difficili, la motivazione nel volere questo nuovo posto di lavoro, non bisogna allarmarsi! 

L’importante è mostrare sicurezza e preparazione, quindi, è molto utile aver già organizzato le idee prima del colloquio per non essere spiazzati. Bisogna essere di base sempre sinceri e non mentire, comunque si verrebbe smascherati. 

Quali sono gli approcci migliori per rispondere in maniera efficace alle domande?

Si può avere un approccio multifocale, quindi, mostrando quali vantaggi trarrebbe l’azienda nell’assumere una persona come te e i benefici tuoi nel lavorare per loro. 

Un altro approccio è quello da esperto che fa la differenza con altri candidati e mette in evidenza le competenze tecniche, l’interesse per l’azienda e per il settore in cui opera. 

Se ci si candida per una posizione da manager o comunque di responsabilità, l’approccio migliore è quello da problem solver mettendo in evidenza la capacità di adattarsi alle situazioni, di saper affrontare le sfide lavorative senza perdere lucidità e calma. 

Uno dei punti focali di un colloquio è che chi è alla ricerca di un candidato ha in mente delle caratteristiche ben precise che spera di ritrovare durante l’intervista, per cui è fondamentale ricordare i punti salienti che i recruiter cercano:

  • Motivazione: le domande che sono volte a far emergere questa caratteristica sono: “Perché vuole questo lavoro?”; “Cosa la spinge a cambiare lavoro?”
  • Dedizione: le domande che il recruiter rivolge sono: “Si dedica al lavoro con passione?”; “Cosa considera più importante?”
  • Socialità: per capire come ci si interfaccia con gli altri e nell’ambiente di lavoro, ecco le domande: “Si integra facilmente?”; “Sa lavorare in team?”
  • Risultati: sono utili a capire quello che è stato fatto a livello professionale con le domande: “Che obiettivi hai raggiunto?”; “Qual è la sfida più difficile che ha affrontato sul lavoro?”

Per dimostrare che ci si tiene al proprio posto di lavoro è importante dimostrare che ci si tiene a questo lavoro, è utile porre domande pertinenti, cercare di sdrammatizzare con un buon senso dell’umorismo e con cordialità. Le parole d’ordine sono sempre: spontaneità e naturalezza.

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Redazione

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