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Welfare aziendale: che cos’è e quanto è importante

Il welfare aziendale, ovvero il ”benessere aziendale” , può essere definito come  un insieme di prestazioni, non solo  monetarie, concesse  ai lavoratori, con lo scopo di favorire il benessere dei dipendenti e dei loro familiari.

Che benefici porta il welfare aziendale?

Un buon programma di welfare aziendale favorisce la produttività, incrementandola, senza disturbare la sostenibilità dell’azienda. Quali sono i principali benefici?

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Eccone due principali:

  1. Clima lavorativo positivo: questo aumenta la produttività dei lavoratori
  2. Benefici fiscali e migliori risultati di business per l’azienda.

Il Covid-19 ha cambiato il modo di percepire il lavoro e la vita, in genere, si punta al benessere anche e soprattutto nella vita personale.  

Le aziende si sono ritrovate a dover rispondere ad alcune esigenze nuove nel panorama nel mondo professionale tra cui quelle di  assistenza, formazione e work-life balance.

Questi aspetti  hanno portato al mutamento dei servizi  già presenti per rispondere alle nuove esigenze dei lavoratori.

I benefici del welfare aziendale sul tempo

Succede allora che alcuni benefici più tradizionali, come ad esempio la mensa aziendale o i buoni pasto stiano lasciando il posto ad altri tipi di benefit più incentrati sul tempo.

Le macro aree del welfare aziendale: il setting

Il welfare aziendale ad oggi si muove verso un setting più strutturato rispetto al passato. Il benessere all’interno dell’azienda risulta avere un ruolo nuovo e più importante rispetto al passato.

Possiamo quindi dividere i servizi di welfare aziendale  in tre grandi aree :

  1.  Benessere e salute –  le aziende hanno aumentato le prestazioni sanitarie per i dipendenti
  2. Conciliazione famiglia e lavoro – il work life balance è fondamentale; vengono cosi attivati nuovi strumenti ( o vecchi rivisitati) come ad esempio gli asili nido aziendali, i baby parking, orari di lavoro flessibili.
  3. Mobilità – organizzazione di servizi di trasporto per i lavoratori e garantire buoni benzina.

I benefit  erogati sono flessibili perché al impiegato viene dato un quantitativo di  spesa che può usare per acquistare in maniera totalmente libera e senza vincoli i vari servizi che rispondono alle sue necessità e a quelle della sua famiglia.

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Con questa modalità il dipendente può scegliere ciò che gli è più comodo per sé e per la sua famiglia,  e l’azienda può andare incontro alle esigenze specifiche di ogni lavoratore.

Quali sono i vantaggi del welfare per le aziende?

vantaggi e i benefici segnalati dalle imprese  che hanno già adottato queste iniziative:

  • Miglioramento   nella motivazione e nella  soddisfazione dei dipendenti, miglior  clima aziendale,  benessere organizzativo rafforzato  e  capacità maggiore di attrarre i talenti.
  • Aspetti negativi che vengono ridotti:  assenteismo che si abbassa, turnover patologico, burnout nei lavoratori.

Sviluppare un progetto di welfare aziendale comporta un miglioramento della vita dei lavoratori, che in questo modo, possono contribuire maggiormente al successo dell’azienda.

Un lavoratore felice dà il massimo per la sua azienda, e ci guadagna sia il dipendente stesso, che il datore di lavoro che vedrà un grande aumento della produttività.

I nuovi servizi offerti ai lavoratori riguardano la progettazione di sistemi digitali ed informatici per la gestione dei servizi offerti;

  • Maggiori servizi che possono essere  messi in atto all’esterno del contesto lavorativo
  • Accordi  aziendali che permettono di convertire il premio di produzione in servizi sopra indicati.

Quest’aumento dei  servizi che possono essere usati  non solo in azienda ma anche relativi alla vita privata più supportare l’integrazione vita privata-lavoro fondamentale per fronteggiare la crisi post Covid-19.

impiegato sorridente davanti al computer

Come implementare il welfare aziendale?

Il sole 24 ore , uscito il 12 ottobre del 2018 titolava “Con l’assistente sociale migliora la qualità del lavoro. In questo articolo si parla dell’importanza di mettere al centro le persone in quanto individui, con particolari attitudini e competenze, non solo “impiegati e lavoratori”.

Si afferma, inoltre,  che un’impresa  è più efficace se i dipendenti sono soddisfatti, ben retribuiti  e  sereni. 

La professionalità dell’assistente sociale con la sua particolare formazione risponde al meglio alle esigenze di creazione di un welfare che tutela il lavoratore, ma allo stesso tempo salvaguardi l’azienda.

La figura dell’assistente sociale per il welfare aziendale

Il professionista può incentivare  lofferta dei servizi e delle prestazioni  nell’ottica di migliorare il welfare aziendale a rilevanza sociale, ovvero sostenendo i lavoratori nella gestione della quotidianità orientando sulle risorse aziendali agevolandone l’accesso e l’uso.

Grazie all’uso dell’assessment sociale, particolari momenti  che possono demotivare il rapporto di lavoro, l’assistente sociale costruisce una relazione di conoscenza con il dipendente riducendo gli sprechi aziendali e affiancando l’azienda stessa del sostegno del rapporto con l’impiegato che attraversa un momento difficile della propria vita.

Col termine assessment ci si riferisce alla raccolta di informazioni ed alle analisi effettuate dall’operatore sociale rispetto alla situazione di una singola persona o di una famiglia.

Che tipo di strumenti usa l’assistente sociale?

La specificità professionale dell’assistente sociale è saper lavorare, che si compone del saper essere e del saper fare, ma non solo.

Un professionista può essere definito tale quando sa lavorare:

  • In rete con altri servizi e professionisti, costruendo reti solide e basi efficaci.
  • In un’ottica tri-focale dell’intervento (comunità, azienda e persona).
  • Rispettando la complessità e la difficoltà a cui queste situazioni aspirano.
  • Tenendo sempre presente l’unicità della persona.

Inoltre, possiamo sempre far leva su strumenti più strutturati, come il colloquio individuale e di gruppo, la gestione dei gruppi di auto mutuo aiuto e la supervisione priva di giudizio che guida e supporta.

La capacità di fare un colloquio, di gruppo o individuale è fondamentale, poiché permettere di fronteggiare situazioni di crisi e malessere dei dipendenti.

Durante un colloquio è fondamentale far sentire l’altro a proprio agio, rispolverando l’arte di fare domande chiare, concise, pertinenti e non giudicanti; in particolare modo nei colloqui di gruppi è fondamentale dare a tutti la stessa opportunità di esprimersi.

Il ruolo dell’assistente sociale all’interno dell’azienda non è del tutto innovativo, infatti, i servizi sociali aziendali costituiscono un fenomeno nato con l’età industriale per sostenere i lavoratori. Ad oggi, la sua presenza non è cosi scontata ma è utile ed essenziale per favorire il benessere del dipendente e, quindi, migliorare le prestazioni aziendali.

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Erika Del Pomo

Classe 1991, laziale di nascita, marchigiana di adozione, mi laureo alla triennale in Sociologia e servizio sociale presso l’università degli Studi di Urbino Carlo Bo, per poi proseguire gli studi in Organizzazione e gestione dei servizi sociali all’Università Politecnica delle Marche. Dinamica, pro-attiva ed intraprendente, dopo la laurea magistrale inizio a collaborare come tutor per corsi di formazione a distanza e social media manager con Assistente sociale privato, ma la mia formazione non si è mai conclusa. Dopo un corso in Life&empowerment coaching capisco che questa è la mia strada ed inizio a concentrare le mie energie in questa direzione; dopo un master in Gestione delle risorse umane prende forma il mio progetto professionale “YOU lo spazio dedicato a te”. Ad oggi sono una Life&career coach specializzata in orientamento personale, professionale e scolastico; sostengo le persone nel loro cammino, perché anche io, in passato, ho avuto bisogno di una “bussola” che mi indicasse la strada. Amo descrivermi come “ un lavoro in corso” perché ogni giorno, è il giorno giusto per migliorare, sia personalmente, che professionalmente.

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