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Risorse Umane

Che cos’è il coaching?

Gli insegnamenti sono un tesoro che segue ovunque il suo proprietario

Questo è un percorso che faremo insieme pensato per permettervi di acquisire tutte le informazioni necessarie sul coaching, strumento che si pone l’obiettivo di aiutarvi a ottenere prestazioni migliori ed essere soddisfatti della vostra esperienza lavorativa.

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Proverò a riportare l’esperienza personale acquisita tramite i miei studi in psicologia del lavoro e il mio lavoro quotidiano da hr (nota: HR è un acronimo che sta per Human Resources, ovvero Risorse Umane), per darvi un’overview più completa possibile sulle dinamiche che contraddistinguono il percorso del coaching.

Se avete dubbi, domande o voglia di iniziare questa avventura in prima persona, scrivete pure ai social di corsielavoro.it o alla mia mail: dianaa.musacchio@gmail.com!

Credo fortemente il coaching possa essere un percorso di scambio e arricchimento reciproco, per questo non vedo l’ora di conoscervi.

Sono tante le definizioni di coach: alcune più inaspettate come “un veicolo a motore che trasporta i passeggeri da un punto all’altro” o, la maggior parte, inerenti l’ambito sportivo “qualcuno che allena in un particolare sport, offre alle persone insegnamenti specifici per prepararle, per esempio, per una gara”.

Avete mai pensato di rivolgervi a un coach per ottimizzare le vostre performance lavorative? Ridefinire i vostri obiettivi e priorità o abbracciare un cambiamento che porti la vostra carriera verso nuove sfide?

colloquio coaching

Se consideriamo anche il macrocontesto lavorativo in cui ci muoviamo, capiamo l’importanza del coach: la velocità dei cambiamenti richiede che ognuno di noi produca risultati a ritmi rapidi e serrati, ma le strade tradizionali per ottenere risultati non funzionano più: come, per esempio, adottare uno stile autoritario e avere il controllo. Ognuno di noi, quotidianamente, si aspetta di più dal proprio lavoro e i manager per trattenere i talenti hanno un’importante responsabilità: assicurarsi che il lavoro sia gratificante e appagante.

Questo, per i manager, significa gestire il paradosso del tempo – per avere più tempo devono trovare il modo di investire di più sul loro personale, ponendosi come guida e facilitatore.

Infatti, nell’ambito professionale il coaching significa migliorare le proprie prestazioni lavorative, imparando a considerare le proprie azioni – anche i propri errori – come occasioni di crescita e apprendimento, in modo strutturato e organizzato e avendo una guida.

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Migliorare le prestazioni? Come? Utilizzando le esperienze come fonte di apprendimento e dando luogo ai miglioramenti.

In questo modo, le azioni diventano opportunità da cui tutti possono imparare qualcosa in modo organizzato, cioè che permetta di ottenere sempre il massimo dalla situazione sotto una guida, appunto il coach, che si pone come punto di riferimento e trasmette le competenze e le abilità.

Insomma, il percorso di coaching è da considerarsi come uno scambio reciproco di abilità e un’importante occasione di crescita. Il coach non ha il ruolo di insegnante, bensì aiuta le persone a essere autonome nelle decisioni e scelte, scoprendo le proprie potenzialità.

Proviamo a definire insieme qual è il ruolo del coach, in modo tale che, qualora voi decideste di iniziare un percorso di coaching, abbiate in mente anche il profilo professionale con cui vi state interfacciando e il suo ruolo.

Come si diventa coach? Il mio percorso

Per farlo vi riporto la mia personale definizione di coach, provando ad appellarmi alla mia esperienza lavorativa e prendendo esempio dai leader empatici che ho incontrato durante il mio percorso professionale…soprattutto all’inizio del mio percorso professionale ho apprezzato chi è stato in grado di incoraggiarmi a offrire delle prestazioni migliori di quelle in cui mi credevo capace in quel momento, aiutandomi a sviluppare competenze e fiducia nel tempo.

Ho apprezzato e ho avuto modo di crescere con chi si è preso la briga con me di condividere le sue conoscenze, adottando uno stile aperto, ha deciso di coinvolgermi e collaborare.

Quindi, il coach vi aiuta a:

  • imparare dai fallimenti ma anche dai successi
  • ottenere risultati con le azioni, non solo con le parole
  • avere fiducia anche negli altri, condividendo valori ma anche competenze e esperienze
  • pensare a lungo termine: un rapporto che prosegue nel tempo, non un singolo evento

Quali sono i benefici?

  • Ricevete qualcosa da chi conoscete e di cui vi fidate
  • Capite e metabolizzate con i vostri tempi, si crea un rapporto one to one
  • Avete indicazioni step by step su come e cosa state imparando
  • Sviluppate abilità che vi servono per il vostro lavoro attuale e per quello che svolgerete
  • Non sarete esposti o a disagio qualora facesse errori
  • Potete trasporre gli insegnamenti alle nuove situazioni che vi troverete ad affrontare
  • Non smetterete mai di imparare e di evolvervi

Qualora voi decideste di intraprendere un percorso di coaching saranno tanti anche i benefici che trarrà il vostro team:

  • Porterete esperienze, idee originali e nuove abilità
  • Sarete un sostegno per analizzare problematiche e situazioni
  • Imparerete a crescere insieme, aumentando competenze energia e armonia
  • Svilupperete capacità e potenziale già esistenti

Da quanto emerso finora, avrete capito che il coaching non viene sempre programmato ma, spesso, avviene ad hoc e sul momento, quindi è importante riflettere e analizzare le circostanza che non sono adatte…il coaching non è indicato, infatti, in situazioni di emergenza, nella quali dovete agire in modo repentino e nei confronti di chi è completamente restio dall’essere supportato.

Se, invece, analizziamo il contesto il coaching per la sua natura inclusiva non sarà adatto in un’organizzazione in cui i cambiamenti sono forzati e in circostanze disciplinari formali in cui le persone sono obbligate a imparare, dal momento che viene meno la natura biunivoca con il coach. Inoltre, si instaurerà un rapporto mediocre anche quando le persone si trovano a lavorare a programmi o obiettivi diversi o sono in disaccordo con i loro colleghi su quali sono gli obiettivi da raggiungere.

Io, personalmente, ho il desiderio di condividere con gli altri la mia esperienza e sono disposta a investire il tempo per il bene del singolo ma anche della sua organizzazione, proprio perché credo che le persone siano sempre capaci di prestazioni più elevate ma, soprattutto, amo il lavoro con le persone e penso non ci sia niente di più sfidante di ispirare le persone a credere in sé stesse e nelle loro capacità per raggiungere un livello di prestazione.

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Diana Musacchio

Da dottoressa in Psicologia del Lavoro, affermo che valorizzare il capitale umano e aiutare il singolo a esprimere al meglio il proprio potenziale sia la cosa più bella e importante che io possa fare con gli strumenti che ho a disposizione. Credo fortemente nella formazione continua per rispondere con efficacia e tempismo ai cambiamenti che caratterizzano il mondo del lavoro. Sono una recruiter e cerco sempre di selezionare il candidato più in linea sia dal punto di vista hard che soft con la posizione, orientandolo e delineando con lui il suo progetto professionale. Ho lavorato in una onlus che, tramite career centre, aiuta le donne a mappare le proprie competenze, le guida nelle ricerca attiva del lavoro più in linea con il loro background e le accompagna durante le fasi selettive con un programma di mentoring. Mi considero una persona proattiva ed esuberante, fare il lavoro che amo mi aiuta a canalizzare l'energia in modo positivo, avendo sempre nuovi stimoli e cercando di cogliere anche le opportunità che si creano confrontandosi con gli altri. D'altronde come dice Henry Ford "Con l'entusiasmo ci sono le realizzazioni, senza solo alibi".

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