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Risorse Umane

Il Coaching come fonte di empowerment

Come abbiamo visto nell’articolo precedente, fare coaching è diverso da istruire.

Ci sono delle differenze lievi ma importanti tra le due attività che riprendo citando il lavoro di Sylvia Downs.

La differenza tra fare coaching e istruire

Quando si insegna è fondamentale controllare il tasso di informazioni. Invece, nel coaching, l’obiettivo è consentire a chi apprende di avere realmente controllo sui tempi dell’apprendimento elaborando, in questo modo, un piano di sviluppo personale. E’, dunque, fondamentale contare sulla forza del rapporto personale e non si può essere distanti e impersonali, non si può infatti dare la stessa informazione a chiunque ma è importante adeguare il proprio metodo e stile alle necessità degli individui. 

Credo che la bellezza dell’insegnamento sia fornire le competenze su come fare le cose, ma si differenzia del coaching che, invece, significa invitare ad applicare quello che si è imparato in molte altre situazioni usando, così, le nuove competenze di programmazione del tempo sia nella vita personale che lavorativa. Inoltre, mentre nell’insegnamento si deve trasmettere un approccio o un metodo giusto da seguire, nel coaching è fondamentale incoraggiare a provare una serie di metodi alternativi, aiutando a programmare anche strategie di mediazione. La forza del coaching è proprio incoraggiare gli altri a valutare i propri progressi, dunque strutturare un percorso di empowerment.

Che cosa significa “empowerment“?

Rappaport, nel 1981, delinea l’empowerment come un processo sociale multidimensionale che aiuta le persone a raggiungere un maggior controllo sulla propria vita. Permette, quindi, di incrementare il potere delle persone, per fare in modo che utilizzino tale capacità nella loro vita, nella loro comunità, nei loro gruppi (wikipedia).

Empowerment significa dare agli altri individui la responsabilità e l’autorità di prendere decisioni al proprio livello e consente di avere più controllo su ciò che si fa e su come lo si fa. E’, dunque, un processo per apprendere la capacità di affrontare le nuove opportunità, con più controllo e, di conseguenza, accesso alle proprie risorse. Alla base dell’empowerment vi è la conoscenza critica dell’ambiente che circonda il soggetto, delle forze critiche in gioco e dei vissuti che porta, poi, all’individuazione delle strategie utili.

L’assunto di base è che i problemi sono risolti al meglio da chi conosce il lavoro, concetto che, dunque, mette in discussione il ruolo tradizionale del manager quale soggetto che dà ordini e risolve i problemi.

Come può il coaching facilitare questo percorso di empowerment?

Seguendo questi consigli, ad esempio:

-invogliando le persone a vedere opportunità da sviluppare

-creando un’atmosfera nella quale le persone abbiano sempre voglia di imparare

-aiutando gli altri a far sentire la propria voce, che si declina anche nell’esplicitare i propri bisogni

La struttura dell’empowerment

Mark Brown, esponente dell’Innovation Centre – Europa ha individuato una struttura per l’empowerment, l’“Empowerment within a framework” che dimostra come sia necessario prendere delle decisioni nelle seguenti aree:

-“Non Vai” – rispettare le regole (riservatezza, sicurezza..)

-“Sì, poi Vai” – cose che si possono demandare ma che le persone devono verificarsi con voi prima di occuparsene

– “Vai, poi informa” – aree che siete felici di demandare, a condizione che vi tengano informati

– “Vai” – dove l’empowerment totale  appropriato

Con il coaching, il singolo si muove da uno stadio all’altro!

Nell’area “ Non Vai”, per esempio, potete riflettere sulle abilità necessarie a svolgere il vostro lavoro che ancora non avete acquisito ma che vi servono e come potreste acquisirle nel tempo

E’ importante che nell’iniziare il percorso di coaching, dunque, abbiate in mente una cosa: anche chi vi segue e supporta vuole imparare da voi.

cartella coaching

La struttura del coaching

Frase: “si può essere coach di qualcuno se si riesce a passare conoscenze e abilità e aiutandolo a realizzare potenziale e migliorare competenze”

Il coaching comporta quattro fasi fondamentali, che approfondiremo nel prossimo paragrafo:

Competenze

Obiettivi

Azione

CHecking 

Competenze: valutare l’attuale livello di prestazioni. 

Capire insieme cosa sta facendo la persona in quel momento e cosa ha provato a fare, serve sia per avere un punto di partenza sia per capire quale stile può essere più indicato utilizzare.

Provate a rispondere alle domande: Che cosa hai fatto? Che hai fatto fino a questo momento?

Le competenze principali sono l’abilità di costruire un rapporto e ottenere informazioni di qualità con domande mirate, ascolto e osservazione.

Obiettivi: stabilire gli obiettivi dell’insegnamento

Dopo aver scoperto cosa si è in grado di fare, è importante concordare risultati e obiettivi che vuole raggiungere. I risultati equivalgono agli obiettivi e, spesso, nonostante siano tecnicamente corretti, non riescono a motivare e entusiasmare chi deve raggiungerli.

Quando ponete gli obiettivi, avete realmente l’opportunità di cambiare la percezione che una persona ha di sé stessa: capita spesso di avere più competenze di quanto si creda. L’obiettivo della fase è creare insieme una visione convincente in cui l’individuo possa calarsi. Avere in mente l’immagine chiara di come sarà il successo.

Provate, ora, a rispondere alle domande: Che cosa vuoi davvero ottenere? Che aspetto avrà il successo, cosa accadrà, che cosa ti diranno, come ti sentirai? Quanto ne vale la pena? In che modo sei ispirato da tutto questo? A che livello tiimpegnerà e ti metterà alla prova? (Vale la pena spenderci energie?)

Azione: condividere le tattiche e iniziare azioni

Questa è la fase in cui la persona si mette in gioco e passa all’azione. Eì stimolante e sfidante perché:

  • Si deve creare l’opportunità per provare a fare qualcosa
  • Creare situazioni per fare pratica e speriementare
  • Stabilire . cosa può e cosa non può essere fatto, che autorità avranno le persone, l’approccio che useranno

Ora, è arrivato il momento di porsi queste domande: cosa possiamo fare/tentare? Come possiamo realizzare l’idea? Quali opportunità abbiamo? E se provassimo a …?

Checking (verifica): avere un feedback e dare un senso a ciò che si è imparato

In questa fase finale il coach vi aiuterà a:

-controllare i progressi verso l’obiettivo

-dare un senso a ciò che si è imparato

-migliorare tramite l’ascolto di feedback

-stabilire risultati più ambiziosi: alcune abilità si acquisiscono lentamente e per gradi

-aver fiducia nel muuoversi da soli

Domande finali: come ti senti? Come vanno le cose? Cosa ti sembra stia funzionando? Che spiegazione ti dai? Cosa non sta funzionando? Quale pensi sia il motivo?

Spesso capita di dover tornare sui propri passi: se state cercando di costruire un’abilità per gradi, potreste dover tornare indietro e rimpostare gli obiettivi, magari rendendoli più impegnativi e alzando gli standard.

Cercare le opportunità per fare tentativi.

Diana Musacchio

Da dottoressa in Psicologia del Lavoro, affermo che valorizzare il capitale umano e aiutare il singolo a esprimere al meglio il proprio potenziale sia la cosa più bella e importante che io possa fare con gli strumenti che ho a disposizione. Credo fortemente nella formazione continua per rispondere con efficacia e tempismo ai cambiamenti che caratterizzano il mondo del lavoro. Sono una recruiter e cerco sempre di selezionare il candidato più in linea sia dal punto di vista hard che soft con la posizione, orientandolo e delineando con lui il suo progetto professionale. Ho lavorato in una onlus che, tramite career centre, aiuta le donne a mappare le proprie competenze, le guida nelle ricerca attiva del lavoro più in linea con il loro background e le accompagna durante le fasi selettive con un programma di mentoring. Mi considero una persona proattiva ed esuberante, fare il lavoro che amo mi aiuta a canalizzare l'energia in modo positivo, avendo sempre nuovi stimoli e cercando di cogliere anche le opportunità che si creano confrontandosi con gli altri. D'altronde come dice Henry Ford "Con l'entusiasmo ci sono le realizzazioni, senza solo alibi".

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