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L’importanza del pensiero laterale sul lavoro

Innanzitutto facciamo chiarezza. Esistono due tipi di pensiero: verticale e laterale.

Il primo è quello consequenziale, che usa la razionalità, la logica, è quel pensiero per cui A + B = C. Il pensiero laterale è quello creativo, che permette di ragionare fuori dagli schemi, che vede soluzioni dove il pensiero orizzontale vede solo problemi.

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In questo tipo di pensiero non ci sono formule che risolvono problemi, ma questioni che possono trovare risoluzioni creative.

Ciò non significa che il pensiero verticale sia inutile, anzi: è indispensabile per risolvere le questioni che quotidianamente si presentano. Bisogna tenere presente che può raggiungere la sua massima efficacia se ha come alleato il pensiero laterale, che gli permette di cercare soluzioni non convenzionali.

Distinzione tra pensiero verticale e pensiero laterale

Il pensiero verticale trova soluzioni facendo riferimento alla teoria, alle hard skill, all’esperienza professionale.

Proprio per le caratteristiche di cui sopra, il pensiero verticale ci conduce rapidamente a una soluzione, ma in altre circostanze si può bloccare. Il meccanismo del pensiero logico si inceppa quando facendo riferimento alle sue capacità e competenze, non trova soluzione: si irrigidisce nei suoi schemi mentali e finisce per farci dire “è impossibile trovare una soluzione!”

Il pensiero laterale è meno veloce del pensiero verticale, perché adotta un sistema differente per arrivare a una soluzione. Mentre il pensiero logico elimina tutte le informazioni che ritiene utili, il pensiero laterale non scarta nulla, vaglia tutte le informazioni che ha a disposizione.

Al posto di chiudere la visione al problema e alla sua soluzione, amplia lo sguardo e guarda la situazione come se fosse un esterno. Questo tipo di approccio, che potremmo definire indiretto, affronta la questione da angolazioni diverse e ci offre una visione che il pensiero verticale non potrebbe avere. Inoltre è il tipo di pensiero delle relazioni personali perché in grado di assumere il punto di vista di più persone (ad esempio dei diversi membri di un team o di un’organizzazione), mentre quello verticale risolve e basta oppure, come abbiamo visto, si inceppa.

Questa capacità è importante nella vita e di conseguenza nel mondo del lavoro, infatti va a completare una skill molto richiesta dai recruiter: la capacità di problem solving. Se sei capace di risolvere i problemi sul lavoro sia in modo logico che in modo creativo, ha un grosso vantaggio competitivo.

Come il pensiero laterale sviluppa la capacità di problem solving

Probabilmente già lo sai, ma te lo ripeto: non basta dichiarare di avere una buona o ottima capacità di problem solving, bisogna saperla dimostrare. Come?

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Anche qui è necessario attivare il pensiero laterale e fare un elenco di tutte quelle volte in cui sembrava non esserci soluzione ma tu ne hai trovata una.

Per alcune posizioni lavorative, il pensiero laterale viene testato in sede di colloquio. In alcuni casi ti chiederanno di raccontare un episodio della tua vita, anche non lavorativa, in cui sembrava non esserci soluzione e tu l’hai trovata.

Oppure ti chiederanno se ti è mai capitato di sentirti spaesato o senza potere di agire: ti chiederanno di illustrare la situazione e poi cosa hai fatto, oppure cosa avresti potuto fare che non hai fatto.

Il ruolo del recruiter: i role play per scoprire il pensiero laterale

Non è tutto qui: a volte vengono fatti dei veri role play, in cui il recruiter ti cala in un situazione apparentemente senza soluzione e tu devi trovare una via d’uscita.

La situazione in cui vieni calato può essere di tipo professionale, dunque si tratta di un problema lavorativo. In altre situazioni può essere una sorta di indovinello, perché il pensiero laterale è un’attitudine quindi se lo possiedi riesci facilmente a trasportarlo nei vari ambiti della vita.

Per farti capire concretamente di cosa si tratta… Facciamo un indovinello?

Questo è una delle domande che vengono fatte dai recruiter per capire se possiedi il pensiero laterale.

“Sei in una stanza dove ci sono tre interruttori. Solo uno di questi accende la luce in una stanza vicino. Da dove sei non vedi se la luce nell’altra stanza è accesa o spenta. Hai una sola possibilità di recarti nell’altra stanza per capire quale dei tre interruttori accende la luce”

Non dire “non è possibile” oppure “provo con uno a caso e la va o la spacca”: questo è il tuo pensiero laterale che parla. Fai dei ragionamenti, guarda la questione da altri punti di vista. Una soluzione c’è ma non devi per forza arrivarci: l’importante è mostrare che stai ragionando su possibili soluzioni, perché questo fa il pensiero laterale.

disegno del cervello con fumetti

Mi rendo conto che di solito l’effetto di questo tipo di domande è un pugno allo stomaco. Arrivano inaspettate dal punto di vista del candidato perché ai colloqui ci si aspetta uno schema preconfezionato di domande a cui abbiamo preparato una schema preconfezionato di risposte. Invece non è così: l’elemento inaspettato serve al recruiter per capire come davvero sei.

Questo tipo di domande servono in fase di selezione, quando il problem solving e il pensiero laterale sono indispensabili per il tipo di lavoro per cui ti sei candidato.

Quindi il pensiero laterale è utile in sede colloquio e anche nella quotidianità lavorativa!

Come si può allenare il pensiero laterale? Dove si acquisisce?

A scuola non ci hanno insegnato a sviluppare questa attitudine, che in parte è innata e in parte può essere allenata.

Molti di quelli che stanno leggendo l’hanno allenata casualmente nel corso della vita, senza forse rendersene conto. La buona notizia è che al di là delle vicende a cui ci sottopone la vita e ci consente di utilizzare più o meno il pensiero laterale, tu puoi allenarla.

Come dici? Sei curioso della soluzione all’indovinello?

Bene perché la curiosità è un’ottima alleata per sviluppare il pensiero laterale!

Ti chiedo di leggerla solo dopo che avrai vagliato attentamente la situazione e quali movimenti puoi mettere in atto per risolvere la questione. In modo tale che già questo possa essere il tuo primo allenamento al pensiero laterale.

Ecco la soluzione:

Lasci acceso per mezz’ora l’interruttore 1. Lo spegni e accendi il 2. Ora puoi andare nell’altra stanza: se la luce è accesa vuol dire che l’interruttore era il 2, se la luce è spenta e la lampadina è calda significa che l’interruttore è il numero 1. Se la luce è spenta e la lampadina è fredda significa che è il 3.

Avevi indovinato?

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Eleonora Ferraro

Mi chiamo Eleonora Ferraro e aiuto le persone a uscire dall'insoddisfazione lavorativa in modo creativo: per farlo utilizzo il metodo del coaching umanistico, le mie competenze in risorse umane, il colloquio motivazionale e mediazione dei conflitti. Uso gli stessi metodi per lavorare con i team di lavoro, per supportarli nel raggiungimento di nuovi obiettivi. Insegno anche: se non ci incontriamo in studio o in aula, puoi trovarmi su Instagram e su Linkedin, o sul mio sito.

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