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Quali sono le abilità da cercare nel coach?

“Alcuni vedono le cose come sono e dicono: perché? Io sogno cose che ancora non esistono e chiedo: perché no?”

(George Bernard Shaw)

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Quali possono essere le abilità da ricercare in un buon coach, per poter intraprendere un percorso di crescita personale? Come si possono individuare le principali caratteristiche di un coach? Cosa lo distingue?

Sicuramente il coach deve essere fonte d’ispirazione, ma deve anche ispirare, ossia, avere quella capacità di far sentire a qualcuno il desiderio di agire, credendolo capace di compiere quell’azione. Il risultato è sentirsi motivati e desiderosi di fare o creare qualcosa di meritevole. Può arrivare da più parti, persone, luoghi, eventi.

Tutti noi siamo ispirati da cose diverse in momenti diversi della nostra vita. Il risultato è sentirsi motivati e desiderosi di fare o creare qualcosa di meritevole.

Come il coach può ispirarvi?  

Ogni coach ha un ruolo fondamentale di incoraggiare le persone a migliorarsi e andare avanti. Ogni contatto è una preziosa opportunità per rinforzare questo messaggio.

Ecco come il coach può essere una fonte di ispirazione:

  • Dimostrando energia e passione
  • Essendo se stesso, parlandovi dell’esperienza personale
  • Dicendo cosa potete effettivamente raggiungere
  • Mostrando un interesse genuino
  • Essendo coerente, affidabile e credibile

Quali sono le azioni del coaching?

Il coaching ha delle azioni precise che non possono mancare in un rapporto tra coach e coachee e che permettono di ottenere degli ottimi risultati.

Queste sono le azioni del coaching:

SINTONIZZARSI: il coaching deve essere empatico, deve usare tutti i sensi per prendere coscienza dei tuoi sentimenti e delle tue emozioni e esperienze e provare a capire il tuo punto di vista. Questa abilità si chiama empatia e si declina nell’evitare che la sua visione, abitudine e difetti possano distrarvi.

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COSTRUIRE UN RAPPORTO: il successo è influenzato dal tipo di rapporto che si riesce a instaurare. Se il rapporto è buono, c’è un bel livello di comprensione reciproca delle idee e dei sentimenti. Talvolta ciò avviene naturalmente e capita di trovarsi subito bene con una persona. Un buon rapporto è la base per la fiducia e la collaborazione: significa far sì che il comportamento sia in armonia con quello del vostro interlocutore. 

RISPECCHIAMENTO E ARMONIZZAZIONE: un buon rapporto è un potente strumento di influenza e un elemento fondamentale di tutte le fasi del coaching. Parte del creare e mantenere un buon rapporto ha a che fare con l’idea di rispecchiamento e armonizzazione.

FARE DOMANDE: una buona quantità di informazioni aumenta le possibilità di ricevere l’aiuto indicato.

IMPARARE AD APPRENDERE: imparare vuol dire aumentare le conoscenze e le capacità al fine di migliorare le nostre prestazioni. Imparare ed apprendere significa avere la motivazione e la capacità di ricercare attivamente opportunità per imparare da ogni situazione.

In ottica di crescita, è importante promuovere una cultura dell’apprendimento:

  1. Incoraggiando le persone a cercare individuare le opportunità quotidiane per apprendere in ambito e lavorativo
  2. Dando rilievo all’importanza dell’apprendimento anche nell’organizzazione, interando casi di “lezioni imparate” nelle discussioni sulle prestazioni
  3. Creando un clima che supporti e sproni gli individui a imparare l’uno dall’altro e dalle cose che succedono

Un coach sa che un apprendimento efficace può avvenire solo le persone sono in grado di:

  • Coinvolgersi in esperienze concrete, stile attivista
  • Osservare e considerare ciò che è accaduto, stile riflessivo
  • Creare come risultato concetti astratti e generalizzazioni, stile teorico (che cerca di capire perché le cose si fanno in un certo modo)
  • Sperimentare attivamente e verificare le teorie: stile pragmatico, interessato a mettere in pratica gli insegnamenti

Questi quattro stili, individuati da Honey & Mumford, si attivano raramente allo stesso livello. Il coach deve aiutare le persone in ogni fase dell’apprendimento, dunque, la sfida è ottenere come risultato quello di fare in modo che l’attivista riesca a trattenersi per osservare e dare un senso a ciò che ha imparato. Il riflessivo provi a mettersi in gioco senza restare semplicemente a guardare gli altri, il teorico provi a fare esperienza prima d avere la possibilità di fare domande, il pragmatico verifiche da solo i modi di fare delle cose che gli vengano insegnate le tecniche o le scorciatoie.

PIANIFICARE L’APPRENDIMENTO perché le persone possano davvero imparare qualcosa, devono provare tutte e quattro le fasi del ciclo di apprendimento. Devono essere coinvolte  e prevedere del tempo per incoraggiarle a riflettere su ciò che hanno imparato. 

Questo processo serve per sviluppare la capacità di:

  • memorizzare i fatti- dando ordine alle cose, raggruppandole insieme e creando tecniche di memorizzazione
  • comprendere i concetti – spiegando ogni cosa relativa all’argomento, i problemi e come superarli
  • fare pratica – suddividendole in parti, costruendole con la pratica e andando avanti con i tempi della persona che sta imparando

COSTRUIRE LA FIDUCIA 

Il coaching comporta un certo rischio: non sempre le cose possono andare come si auspica. In un rapporto di coaching, il coachee deve aver fiducia nel fatto che le idee, i suggerimenti e le esperienze che gli vengono presentate sono utili. Il coach, per contro presume che i coachee faranno quanto stabilito.

La fiducia è alla base di ogni attività di coaching. Nella fase dedicata all’azione, la fiducia è particolarmente importante, soprattutto se gli individui stanno imparando nuove abilità o se si stanno allontanando dalla loro comfort zone.

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Diana Musacchio

Da dottoressa in Psicologia del Lavoro, affermo che valorizzare il capitale umano e aiutare il singolo a esprimere al meglio il proprio potenziale sia la cosa più bella e importante che io possa fare con gli strumenti che ho a disposizione. Credo fortemente nella formazione continua per rispondere con efficacia e tempismo ai cambiamenti che caratterizzano il mondo del lavoro. Sono una recruiter e cerco sempre di selezionare il candidato più in linea sia dal punto di vista hard che soft con la posizione, orientandolo e delineando con lui il suo progetto professionale. Ho lavorato in una onlus che, tramite career centre, aiuta le donne a mappare le proprie competenze, le guida nelle ricerca attiva del lavoro più in linea con il loro background e le accompagna durante le fasi selettive con un programma di mentoring. Mi considero una persona proattiva ed esuberante, fare il lavoro che amo mi aiuta a canalizzare l'energia in modo positivo, avendo sempre nuovi stimoli e cercando di cogliere anche le opportunità che si creano confrontandosi con gli altri. D'altronde come dice Henry Ford "Con l'entusiasmo ci sono le realizzazioni, senza solo alibi".

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