Formazione

Metodi e consigli pratici per la lettura veloce di un brano in lingua straniera

Prima di iniziare a leggere, analizziamo innanzitutto il titolo e il genere del testo; si tratta di un estratto di un romanzo oppure di un articolo di giornale?
Conviene, dunque, cominciare con uno screening generico del testo.
Lo screening consiste nello scorrere il testo con gli occhi senza soffermarsi sulle singole parole e serve per capire se ci sono informazioni che possono tornare utili nella comprensione del testo.

In secondo luogo, è bene capire quali esattamente sono le informazioni che cerchiamo in un testo. Per esempio, in un contesto scolastico oppure durante un esame linguistico è bene capire, dopo una breve analisi della tipologia di testo e del titolo, quali esattamente sono le informazioni che ci vengono richieste.  Dunque, conviene concentrarsi sulle domande che riguardano il testo cercando di capire cosa ci viene chiesto di fare e quali sono le informazioni che dobbiamo andare a pescare. Un altro metodo sarebbe quello di analizzare l’inizio e la fine del brano, ovvero le parti con le informazioni più importanti. Solitamente, l’inizio di un brano rappresenta l’argomento mentre la fine riassume il testo, quindi analizzare e capire bene il finale è altrettanto importante.
Un altro trucco che potrebbe salvarvi la vita durante la comprensione è quello di guardare se all’interno del testo ci sono dei nomi propri (di persone, città o paesi) oppure i numeri. Nel caso di questi ultimi è indubbiamente importante capire se si tratta, per esempio, di una data oppure di dati come percentuali oppure altri valori come unità di misura.

Per quanto, invece, riguarda i termini sconosciuti, non dobbiamo farci prendere dal panico se non conosciamo tutte le parole. È completamente normale trovarsi dinnanzi a dei vocaboli sconosciuti, sia durante la lettura di un brano in classe che mentre stiamo facendo un esame linguistico. La tecnica, in verità, consiste nell’analizzare due principali fattori: il cotesto e il contesto.

  • Analizzare il contesto serve per mettere bene a fuoco di cosa stiamo parlando, per esempio qual è il tono del testo in questione (formale, informale) se si tratta di un brano letterario oppure di un articolo e via discorrendo. Bisogna chiedersi inoltre quale sia la tipologia di pubblico a cui il testo è indirizzato. Quindi analizzare il contesto è importante tanto quanto analizzare il cotesto. 
  • Il cotesto, d’altronde, è tutto quello che circonda il termine che non conosciamo. Perciò prendiamo sott’esame sia le altre parole all’interno della frase sia tutto quello che viene prima e anche dopo la parola in questione, andando anche al di là del contesto puramente frasale. Analizzare il cotesto aiuta a capire le relazioni delle altre parole a noi già conosciute con il termine sconosciuto.

Un altro aspetto importante di quest’analisi sta nel conoscere bene in fondo i prefissi e i suffissi della lingua straniera in modo tale da poter avere più facilità ad individuare la radice e, di conseguenza, il significato di una parola sconosciuta nell’analisi di un testo. Per esempio, esistono prefissi e suffissi appositi per i verbi e i sostantivi mentre in altri casi lo stesso prefisso o suffisso può essere utilizzato sia con un verbo che con un sostantivo.
Facciamo l’esempio della lingua franca conosciuta da tutti: l’inglese. In inglese, i suffissi sono per esempio –er o –or e indicano qualcuno o qualcosa che fa qualcosa. I suffissi –less e –ful sono gli opposti perché –ful indica la presenza di qualcosa e –less indica una mancanza. Per questo motivo teacher è l’insegnante ovvero colui o colei che insegna (quindi che fa una determinata azione). Mentre colorful e colorless, rispettivamente colorato e scolorato (o incolore) hanno sempre a che fare con la stessa radice della parola: color, ovvero il colore. Mentre, i prefissi come –ill e –im in inglese indicano una negazione del loro corrispondente affermativo; legal, che sigifica legale diventa illegal, illegale. Oppure moral, morale, diventa immoral, immorale. In poche parole, anche in questi casi possiamo risalire al significato di un termine semplicemente analizzando il prefisso o il suffisso, risalendo così alla radice della parola e al significato di essa.

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Per capire il significato di un termine, dobbiamo andare ben oltre i suffissi e i prefissi. Prendere in considerazione, per esempio, la semantica è un altro metodo altrettanto efficace perché secondo la semantica ogni frase esprime un’azione. Quindi, secondo la semantica, il significato di una frase va analizzato in base ad uno schema dove tutto accade perché è presente un verbo. Prendiamo, per esempio,  una frase come “Peter eats an apple” (“Peter mangia una mela”). Partendo da questo esempio il verbo in sé è mangiare, ovvero “to eat” all’infinito e dobbiamo considerare che abbiamo qualcuno che mangia e qualcosa che viene mangiato. Quindi, è presente qualcuno che agisce e qualcuno (o qualcosa) che subisce l’azione, ovvero l’agente e il paziente. L’agente, dunque, è Peter e il paziente è la mela.
Perciò è sempre utile individuare, in base alla posizione del verbo, chi sono l’agente e il paziente e qual è l’azione che si sta svolgendo.
Ma attenzione, esistono lingue in cui la posizione del verbo è completamente diversa dalla nostra lingua madre.
In una frase subordinata in tedesco il verbo va in fondo: “Ich denke, dass du Peter bist” (“Io credo che tu sia Peter”) dove bist ovvero “sei” si trova appunto in fondo alla frase. In una normalissima frase affermativa, invece, il verbo va in seconda posizione come “Ich bin Peter” (“Io sono Peter”). Inoltre, è bene tenere in mente e conoscere bene le particelle frasali come le particelle interrogative in inglese; una frase semplice come “Hai un cane?” si esprime con il verbo “do” all’inizio ovvero “Do you have a dog?”

Un altro consiglio è collegato al saper individuare bene le derivazioni. Le derivazioni sono, per esempio, i verbi che derivano dagli aggettivi, gli aggettivi che derivano dai sostantivi, nonché i sostantivi che derivano dai verbi e via discorrendo.  
L’esempio più banale in inglese è Google che ormai è un motore di ricerca che tutti conosciamo. In inglese, così come in italiano, il verbo googlare ovvero to google è entrato ormai in uso comune. È abbastanza chiaro ormai che il verbo stesso deriva dal sostantivo o, meglio dire in questo caso, dal nome proprio che è Google e che quindi abbiamo a che fare con un verbo denominale. Esistono anche aggettivi deverbali ovvero aggettivi derivanti dai verbi come lasting (durevole) che è un aggettivo che deriva dal verbo to last (durare). Un’altra cosa da tenere in mente sono le declinazioni dei tempi verbali: individuare le finali dei verbi ci aiuta a capire meglio il significato della frase. Perciò dobbiamo tenere in considerazione che, per esempio, in inglese il suffisso –ed sta per indicare il simplepast – il tempo verbale che si avvicina di più al passato prossimo italiano. Oppure il famoso –ing si usa per i tempi continuous in inglese (sia per il passato che presente) e via discorrendo. Se non individuiamo quelle parti, potremmo avere più difficoltà del solito a capire cosa sta succedendo all’interno della frase che stiamo analizzando. 

Concludendo…

Delle volte analizzare un testo velocemente oppure contenente termini che non conosciamo può risultare difficile. Nonostante ciò non dobbiamo abbatterci perché, anche se siamo a corto di tempo oppure se ci troviamo senza il cellulare o un buon dizionario, possiamo saltarne fuori utilizzando alcune delle tecniche sopramenzionate. Quindi, è consigliabile studiarsi bene la semantica e non solo. Anche la grammatica è importante perché rende l’analisi di un testo più facile ed immediato. Inoltre, il contesto e il cotesto aiutano ad entrare nell’ottica del testo nonché a fornire indicazioni per la definizione dei termini sconosciuti. Ma soprattutto, appena si inizia ad analizzare un testo, è bene individuare le informazioni chiave contenute solitamente all’inizio oppure alla fine del testo stesso nonché il genere e le informazioni che ne dobbiamo trarre. 

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Kelli Pekkenen

Kelli Pekkenen, conosciuta sui social come Evangeline Dafuq, è una giovane insegnante freelance di lingue straniere. Specializzata in insegnamento e traduzioni d’inglese e tedesco da più di 10 anni, ha insegnato sia in scuole di lingua che in istituti di formazione effettuando corsi di potenziamento per studenti di tutte le età. Essendo diplomata come perito aziendale corrispondente in lingue estere, è principalmente legata all’insegnamento concerne il campo commerciale delle due lingue; ciononostante possiede esperienze rilevanti di docenza (e lavoro) nel campo turistico nonché quelle mirate all’ottenimento dei certificati linguistici specifici. È laureata in lingue e letterature straniere e specializzata in English and American studies - attualità e cultura degli Stati Uniti. Provenendo da una famiglia multiculturale che ha inglese come lingua comunicante, parla inoltre estone e finlandese - le sue lingue d’origine - nonché il francese. È appassionata di letteratura, scrittura creativa e fotografia, essendo quest’ultima un hobby che è riuscita a far diventare un lavoro secondario.

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